Carissimi sacerdoti, seminaristi, consacrate e laici,
il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto darmi un segno di particolare fiducia, nominandomi Ordinario Militare per l’Italia.
Nella volontà del Successore di Pietro ho ascoltato la chiara e soave voce del Signore Gesù, a cui rinnovo oggi, con entusiasmo, la mia appartenenza, consegnandomi, senza riserve e sino alla fine, alla causa del Regno.
Con il cuore trepidante ma colmo di affetto, vi do spiritualmente il primo abbraccio di fratello e di padre, in attesa di potervi incontrare per l’inizio del mio ministero.
Saluto innanzitutto, con devoto e fraterno affetto, Sua Ecc. Mons. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova. Desidero esprimergli, con semplicità di cuore, il mio filiale grazie per il gran bene che vi ha fatto e che, in qualche modo, mi affida. Del suo zelo e della sua esperienza cercherò di trarre profitto.
Non nascondo una certa sofferenza del cuore nel lasciare la meravigliosa Arcidiocesi partenopea, ricca di fede e di tradizione religiosa, di cultura e di carità, dove posso sinceramente confessare di aver iniziato e vissuto il ministero sacerdotale ed episcopale con amore generoso e crescente. Non si ama senza soffrire, ma si soffre quando si lascia chi si ama.
Inaspettatamente, si apre un mondo nuovo, pieno di valori umani e cristiani, disponibile e desideroso dell’annuncio evangelico.
Avverto, perciò, sentimenti di smarrimento per la mia pochezza di fronte alla saggezza e lungimiranza, al coraggio e al sacrificio richiesti nell’accompagnare questa santa Chiesa particolare radunata tra quanti, nel mondo militare, sono chiamati ad esercitare il sacerdozio battesimale, operando per la pacifica convivenza tra gli uomini, in unione a coloro che, con il sacrificio della vita, hanno reso la suprema testimonianza dell’amore.
Trovo, però, in me anche il sentimento della fiducia che viene dalla fede, la quale assicura che la guida e il cammino dell’umanità sono radicati sulla presenza di Cristo Risorto, speranza del mondo.
Sono sicuro che avvertite un grande bisogno di spiritualità, un forte richiamo alla trascendenza, una grandissima considerazione per la dignità di ogni persona e il valore mai negoziabile della vita umana: questo itinerario indicato dallo Spirito, aspetto di percorrere con voi come «collaboratore della vostra gioia» (2Cor 1,24).
Siamo la Chiesa di Dio, siamo famiglia. Al di là delle vicende personali, c’è una legge interiore che già ci unisce nel rapporto vivo con Gesù e si approfondirà nella condivisione di un cammino umano e pastorale che si proietta verso il futuro di grazia.
Vi saluto tutti, cari fratelli e sorelle, uniti dall’unica fede. Considerate questo indirizzo di saluto come una comunicazione del cuore, un incontro di anime, una vicinanza che è concreta e reale ma, al tempo stesso, intraducibile senza il codice di una comune sintonia.
In particolare saluto cordialmente voi Cappellani, che costituite il Presbiterio dell’Ordinariato Militare. So che il vostro è un ministero complesso e nascosto, forse non sempre conosciuto e riconosciuto, ma di grande significato per i giovani e le famiglie della nostra nazione. Continuate la insostituibile pastorale giovanile e familiare con una presenza fedele, una vicinanza accogliente, testimoniando la bellezza di essere cristiani e la gioia di comunicarlo. Siamo la Chiesa di Dio e vogliamo crescere sempre più come famiglia presbiterale, tenendo presente che non siamo soli nel portare le responsabilità pastorali; ci sosteniamo infatti gli uni gli altri e soprattutto, al di là delle vicende personali, il Signore stesso guida e sostiene la fragile barca della Chiesa. La vera forza è nel nutrirci della sua Parola e del suo Corpo, nell’unirci alla sua offerta per noi, nell’adorarlo presente nell’Eucaristia per essere davvero liberi nel nostro agire.
Un paterno augurio per voi seminaristi, chiamati ad essere Pastori nelle Forze Armate, che seminano speranza nella Chiesa e nella società.
Un riconoscente pensiero a voi consacrate, splendide icone del Mistero, che nel vissuto quotidiano rendete visibile il fascino del Risorto.
Un pensiero affettuoso e grato per voi Militari, che, con discrezione e umiltà, vivete a servizio della sicurezza e della pace.
Carissimi, fatemi spazio nel vostro cuore! Vengo in punta di piedi a chiedervi di prendermi fin d’ora a carico della vostra preghiera, con la fiducia che non mi lascerete mancare la vostra preziosa collaborazione.
A voi, miei collaboratori, desidero ricordare le parole che sant’Agostino diceva particolarmente ai giovani della sua Chiesa: «Amate questa Chiesa, siate saldi in questa Chiesa, siate questa Chiesa»; amatela come Gesù l’ha amata, custoditela e siate degni della sua santità. A riguardo mi piace richiamare il trattato "Lo specchio dei Chierici " di san Giovanni da Capestrano, patrono dei Militari: «La vita santa degli ecclesiastici giusti e onesti illumina e rasserena coloro che li vedono fedeli al loro ideale di santità».
La Vergine Maria interceda per me e per voi, per la serenità delle famiglie e il bene dell’Italia.
Tutti abbraccio e benedico di cuore.