Costruite la vita sulla Verità

Omelia per la S. Messa in occasione dell'istituzione dei Lettori - Seminario, 1 ottobre 2009

Luogo:

Predicatore:

Carissimi,

nel vangelo ora ascoltato Gesù manda i discepoli a predicare in ogni città e villaggio, dove pensava di recarsi. Il Signore, infatti, va dietro ai suoi predicatori, perché, prima arriva la predicazione nella nostra mente, poi arriva il Signore, quando si accetta la verità. E l’evangelista continua: «In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi» (Lc 10,5-6). Sant’Ambrogio, così commenta: «Li ha inviati a seminare la fede non con la costrizione, ma con l’insegnamento; non spiegando la forza del potere, ma esaltando la dottrina dell’umiltà». Dall’umile gratitudine per l’inestimabile dono della fede sgorga la passione a comunicarla ai nostri fratelli. Gli apostoli hanno accolto la Parola e l’hanno tramandata come un gioiello prezioso, custodito dai santi nel sicuro scrigno della Chiesa. Tra questi la nostra santa Teresa del Bambino Gesù, di cui oggi celebriamo la memoria liturgica. Una giovane donna, che ebbe il coraggio di combattere con tutte le sue forze contro la menzogna, uno stile di comportamento di cui non valutiamo la pericolosità. Ella non si lasciò fermare dalle incrostazioni dei suoi maestri spirituali, ma contrappose loro la via della verità. L’avversario della sua spiritualità fu appunto quell’insieme di sottili compromessi, la strisciante insincerità, dove la santità e la falsità, la vera impotenza e la meschina debolezza costituiscono un miscuglio indecifrabile. La spiritualità di santa Teresa consisteva, invece, nel dare spazio alla verità nelle piccole cose della vita quotidiana, liberandosi da quella ipocrisia fatta di pratiche complicate e metodi precisi, dove manca l’amore che riempie di gioia e di felicità. Divenne, così, coraggiosa testimone in un ambiente che le fu sempre ostile e da cui non volle mai staccarsi, lottando contro lo spirito di Satana, contrastato con la spada della verità. Seppe, nonostante la sua giovane età, scagliarsi contro quelle forme di menzogna, segrete e invisibili, ma vicine e incalzanti, che la circondavano da ogni parte. A lei non interessavano i formalismi e le abitudini esatte da un contesto artefatto, ma quell’umiltà che richiama lo splendore della verità. Sì, perché l’umiltà dice relazione alla verità. Solo in questo modo viene combattuto e sconfitto l’orgoglio che è il grande accecamento che impedisce di vedere la verità di se stessi, degli altri e di Dio. Certo, perché l’umiltà sia verità occorre l’esperienza dell’umiliazione. Per conoscere se stessi nella verità occorre attraversare l’umiliazione dell’amore di Cristo che imparò dalle cose che patì. Da dove, la piccola Teresa, attingeva tanta forza nelle umiliazioni per difendere la Verità se non da quella Verità che ha la sua pienezza nella Parola di Dio; verità intesa come rivelazione della Parola nella propria esistenza, come offerta di tutte le piccole verità all’unica Verità di Dio presente e operante nella sua vita. Questa centralità della Parola guidava Teresa nelle vie infallibili dello Spirito, che entrava in lei e la trasformava nella medesima Parola. «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8, 31- 32). Il Verbo incarnato, Parola di Verità, ci rende liberi e dirige la nostra libertà verso il bene. Cari seminaristi, meditate la Parola di Dio e lasciate che lo Spirito Santo sia il vostro maestro. Scoprirete allora che i pensieri di Dio non sono quelli degli uomini; sarete portati a contemplare il vero Dio e a leggere gli avvenimenti della storia con i suoi occhi; gusterete in pienezza la gioia che nasce dalla verità. Sul cammino della vita, non facile né privo di insidie, potrete incontrare difficoltà e sofferenze e a volte sarete tentati di esclamare con il salmista: «Sono stanco di soffrire» (Sal 118). Allora la presenza amorevole di Dio, attraverso la sua parola, sarà lampada che dissipa le tenebre della paura e rischiara il cammino anche nei momenti più difficili. Considerate la Parola di Dio come un’arma indispensabile nella lotta contro ogni forma di menzogna e avrete un cuore docile e capace di ascoltare e amare.

Nella verità chi sono? «Per vedermi a che cosa dovrò guardare. Ti è posto davanti lo specchio della Sacra Scrittura. Quando leggi vedi se sei come egli ha detto e, se ancora non lo sei, piangi per esserlo» (Sant’Agostino).

Per voi, cari candidati al lettorato, è importante considerare le divine Scritture come la delizia del cuore da gustare in uno spazio privilegiato della giornata. Non bisogna mai rinunciare a questo impegno fondamentale; diversamente ne conseguirebbe una forte atrofia spirituale.

Il vostro esempio trasmetta l’interesse e l’amore per la Parola di Dio; scoprirete la necessità del silenzio esteriore (sottraendovi al frastuono delle parole e delle cose) e ancor più del silenzio interiore che è umiltà e verità, superamento del proprio io superbo e presuntuoso, davanti a colui che ha dato se stesso per noi. Vi auguro di pregare e leggere: se preghi tu parli al Signore; se leggi, egli parla con te. Costruite la vita su Cristo, non su sicurezze materiali. Accogliete con gioia la Parola, mettendone in pratica gli insegnamenti: ecco quale dev’essere il vostro programma. È urgente che sorga una nuova generazione di sacerdoti radicati nella Verità, capaci di rispondere alle sfide del nostro tempo e pronti a diffondere dappertutto il vangelo. Questo vi chiede il Signore, a questo vi invita la Chiesa, questo il mondo – anche senza saperlo – attende da voi. E se Gesù vi ha chiamato a seguirlo nella vita sacerdotale, non abbiate paura, fidatevi di lui e non resterete delusi.

La Vergine Maria, Madre della Parola, vi aiuti a restare saldi nella fede, costanti nella speranza e perseveranti nella carità.

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