Ha scelto la carità

Messaggio per i funerali del giovane Rosario Ponziano - Cattedrale di Palermo, 19 ottobre 2009

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Eccellenza Reverendissima,

oggi, in questa Cattedrale, il mistero della morte unisce la Chiesa di Palermo e la Chiesa Ordinariato Militare immergendoci nella speranza della beata risurrezione. Insieme ci inginocchiamo davanti a Dio, sorgente, senso e valore della nostra vita.

Desidero, Eccellenza carissima, ringraziarla per la sua vicinanza al mondo militare e la preghiera della chiesa palermitana per la scomparsa dell’amato Rosario. Un dolore, il nostro, che attraversa il cuore dell’intera Nazione e spinge noi credenti a pregare. Sì, il cristiano nell’ora della prova cerca il Signore e nell’invocazione ottiene consolazione e serenità.

La mente umana non può capire il mistero della morte, solo la fede ci dà la risposta che la ragione non è in grado di dare. L’uomo è proteso verso un aldilà, preludio ad un’esistenza eterna infinitamente più bella, più ricca, più piena. A questo nostro dolore partecipa Dio, che solo per amore si è separato dal suo Figlio per inviarlo nel cuore della sofferenza umana, nel cuore stesso della morte, perché potesse condividere l’una e l’altra e, risuscitando, strappasse l’uomo alla morte per farlo entrare per sempre nella vita nuova. La morte, infatti, è la memoria dell’amore: l’amore del Padre che manda il Figlio per essere crocifisso, l’amore della Madre che ai piedi della Croce deve sostenere la sofferenza del mondo intero, l’amore di Gesù che si consegna alla Croce. Non esiste altro mezzo per amarci, non esiste altro cammino per unirsi a noi, non esiste altro segno dell’amore, se non quello di chi dona la propria vita per le persone più povere e deboli. Così ha vissuto Rosario, rispondendo all’invito divino di donare la sua vita senza calcolo e tornaconto umano, con una fiducia senza riserve. Nonostante la sua giovane età ha saputo rispondere a questo invito esigente e nella logica della fede ha scelto di vivere secondo il vangelo della carità. Con la sua generosa professione in Afghanistan a vantaggio di un popolo debole e bisognoso si è assunto la responsabilità di chi è stato sempre interessato al bene dei più indifesi.

Imparare a vivere per una ragione che è più potente della vita
stessa; una passione per l’altro uomo, per il suo valore infinito: ecco la vocazione di questo giovane militare.

Amo, così, pensare a Rosario e celebrare la coerenza della sua vita, frutto di una passione interiore per essere al servizio del bene comune, custode della concordia civile, messaggero di quella pace radicata nel cuore di chi non ha paura di donare se stesso.

Carissimi giovani, a voi Rosario consegna una fiaccola da alimentare nel cammino bello e complesso del nostro tempo: scegliete Cristo come modello della vostra vita e sarete veramente felici.

Voi giovani cercate l’amore, e Gesù è l’amore che si dona.

Voi giovani cercate la verità, e Gesù è la verità che libera.

Voi giovani cercate la libertà, e Gesù è la libertà vera.

Vergine Santa, custodisci la vita dei nostri giovani militari, soprattutto là dove l’esistenza langue ed è prossima al pericolo. La tua materna protezione li accompagni dove vivono, dove sono soccorritori e guaritori dal male che è la violenza e il terrorismo.

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