Cari amici,
la Pasqua è il cuore della fede cristiana: è la memoria perennemente viva della morte e risurrezione di Cristo, unico salvatore del mondo.
Cristo è veramente risorto ed è presente in noi, accanto a noi, come la luce del giorno e l’aria che respiriamo e a cui non badiamo. In una società talvolta chiassosa e violenta risvegliamo la fede nella vicinanza consolante di quel Maestro che non può passare di moda, nonostante l’ubriacatura di onnipotenza dei nostri giorni. La vita non ha in se stessa tutto quello che le serve per essere vissuta serenamente.
Purtroppo nell’odierna cultura dimentichiamo che, accanto alla morte fisica, c’è una più insidiosa morte morale, nascosta e interiore, che attacca il cuore della società facendo desiderare la morte fisica come sorgente di liberazione.
Dietro tanti suicidi o richieste di omicidio legalizzato, qual è l’eutanasia, c’è il grido disperato di una morte morale che invoca la fine fisica come scorciatoia per le angosce del vivere. Tutto questo avviene mentre, in altro versante, si moltiplicano le spinte per la legalizzazione di convivenze alternative al matrimonio e chiuse alla procreazione naturale.
Vorrei a riguardo sottolineare come, in questi giorni, mentre si è fatto di tutto per salvare anche una sola vita umana, nessuno ha dato attenzione al rapporto del Ministero della Giustizia sul costante aumento del ricorso delle minorenni all’aborto. In 1360, nel 2006, hanno chiesto, non avendo ricevuto l’assenso dei genitori, l’autorizzazione al magistrato. Queste stragi silenziose, evidentemente non fanno notizia, anzi sono considerate eventi normali, effetto di un progresso civile.
Carissimi Militari, testimoniamo Gesù Risorto, annunciando che la vita è il primo dei beni ricevuti da Dio ed è fondamento di tutti gli altri. Come accennato dal Santo Padre Benedetto XVI, in occasione dei cinquant’anni dei Trattati sulla Costituzione dell’Europa, la denatalità potrebbe portare il continente europeo al congedo dalla storia.
A Pasqua ci sia, perciò, un risveglio della voce eloquente e chiara della coscienza morale, perché l’uomo, senza tradimenti e compromessi, riconosca con chiarezza l’esistenza certa di una natura umana stabile e permanente, fonte di diritti comuni a tutti gli individui, compresi coloro stessi che li negano.
In tale contesto, va salvaguardato il diritto all’obiezione di coscienza, ogni qual volta i diritti umani fondamentali fossero violati.
Anche alle Forze Armate spetta il compito di edificare con l’aiuto di Dio una società ricca di ideali e libera da ingenue illusioni, ispirata alla perenne e feconda verità del vangelo: è l’augurio mio e dei nostri Cappellani.
E la pace, dono del Risorto, sarà sempre con noi.