La famiglia nel mondo che cambia

Lettera pastorale alla Chiesa Ordinariato - Roma, 29 aprile 2008

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Lourdes si vive non si spiega...

Sono passati centocinquanta anni e rimane vivo il ricordo di una ragazzina analfabeta, Bernadette, che, dall’undici febbraio sino alla sera del sedici luglio 1858, afferma di aver visto e aver parlato, per ben diciotto volte, con la Vergine Maria alla grotta di Massabielle.

Sono passati cinquant’anni da quando donne e uomini del mondo militare si recano in pellegrinaggio per lasciarsi incontrare e amare da Cristo, respirando la presenza di Maria, che trasuda da quelle rocce levigate da mani callose e rese lucide da lacrime cocenti di generazioni di credenti.

Due giubilei, un comune palpito del cuore, quello dell’umanità, rappresentato da migliaia di persone dei più lontani angoli del mondo. Famiglie con le braccia spalancate per mendicare un senso per cui valga la pena di andare avanti nonostante le ferite sanguinanti della propria storia. Volti di genitori e figli rappacificati che baciano la grotta, bevono un sorso d’acqua, fissano ancora una volta, per un istante in più, la Vergine santa e stringono in pugno, quasi come aggrappandosi, la corona del rosario.

In occasione di questi significativi e provvidenziali eventi, desidero bussare alla porta del vostro cuore e della vostra intelligenza per riflettere sulla famiglia, tesoro della verità cristiana e risorsa di pace vera e duratura. Il mio è un invito rivolto a voi, cari sposi e spose, padri e madri, figli e figlie; cappellani militari; donne consacrate, uomini e donne di buona volontà.

 

La famiglia nel contesto odierno

«Poiché il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia riguarda l’uomo e la donna nella concretezza della loro esistenza quotidiana in determinate situazioni sociali e culturali, la Chiesa deve applicarsi a conoscere le situazioni entro le quali il matrimonio e la famiglia oggi si realizzano. Questa conoscenza è dunque una imprescindibile esigenza dell’opera evangelizzatrice». Le parole di Giovanni Paolo II, nella Familiaris Consortio al numero 4, ci introducono sul tema della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e che, purtroppo, provocano alcuni settori della vita politica e civile a gridare all’ingerenza della Chiesa su questioni, che – si afferma – sono proprie di uno Stato laico.

Su un tema di rilevanza così profonda e determinante per il presente e il futuro dell’umanità, non è facile impegnarsi in Europa e nel mondo se si desidera difendere la famiglia dalla proliferazione di matrimoni falliti, di aborti, di calo delle nascite e dall’insufficienza delle politiche familiari.

Ma procediamo gradualmente con un richiamo ad alcuni significativi dati emersi da recenti indagini e da conseguenti riflessioni per evidenziare il valore originario della famiglia, cellula primaria della società.

Evoluzione della famiglia in Europa

Lo studio ben documentato Evoluzione della famiglia in Europa, pubblicato recentemente dall’Istituto di Politica Familiare (Ipf), un osservatorio indipendente, ma a favore della famiglia, con sede in Spagna e numerose diramazioni in Europa e in America Latina, offre alla riflessione una fitta serie di dati – a volte particolarmente preoccupanti per l’Italia – che su un ampio fronte, dalle questioni etiche alle esigenze sociali, dall’economia alla demografia, sottolineano l’urgenza di un’attenzione a tutto campo dei cittadini, dei governi, delle Istituzioni. Ecco alcune delle più rilevanti constatazioni che risultano dal rapporto.

Sono celebrati sempre meno matrimoni. Nei 27 Paesi dell’Ue tra il 1980 e il 2005 il numero dei matrimoni è sceso del 22,3% nonostante il fatto che nel medesimo periodo la popolazione sia aumentata di 33,8 milioni. Inoltre gli europei si sposano in età sempre più avanzata, gli uomini a 30 anni e le donne a 28, con un ritardo di circa 4,5 anni rispetto alle medie del 1980.

I casi di fallimento del matrimonio – divorzio o separazione – sono aumentati del 55% negli ultimi 25 anni fino a raggiungere la cadenza di una rottura ogni 30 secondi.

In Italia, l’aumento è stato del 62%, al terzo posto nell’Ue dopo la Spagna (183%) e il Portogallo (89%). Negli ultimi 15 anni considerati dallo studio, 1990-2005, sono falliti 13.753.000 matrimoni coinvolgendo oltre 21 milioni di figli. Nel 2005 il record dei divorzi è stato in Germania (quasi 380.000), seguita da Gran Bretagna e Francia, mentre in coda alla classifica dei grandi Paesi troviamo l’Italia, anche in percentuale dei matrimoni celebrati.

L’aborto è diventato la principale causa di mortalità in Europa, ben al di là delle altre cause di mortalità esterne come suicidi, incidenti stradali, droga, alcolismo, Aids, come pure delle malattie.

Un bambino su tre nasce ormai fuori del matrimonio, e nel 2005 è stato questo il caso di 1.893.000 nascite. La percentuale dei bambini nati da genitori non sposati varia da un 55% in Svezia al 45% in Francia e al 14,9% in Italia fino al 4,9% della Grecia. Nel medesimo tempo l’età media della prima maternità è aumentata fino a sfiorare i 30 anni; in questo l’Italia è vicina alla media mentre la Spagna (30,9) registra la maternità più tardiva e tra i grandi Paesi la Polonia (27,9) la più precoce.

 

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Data Inizio:     Data Fine:

01/05/2008