La famiglia, futuro del Paese

Messaggio ai militari per la Festa della Famiglia - Roma, 12 maggio 2007

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La famiglia è il futuro. Può sembrare irreale una “Festa della famiglia”, quasi un sogno o un ideale, dinanzi all’odierna cultura pubblica dell’immediato e del temporaneo, attenta solo ad incantesimi mutevoli, fantasie solari, convivenze temporanee, aggregazioni furtive, distorte visioni che veicolano violenza e inquietudine.

La famiglia è il futuro, perché è il luogo del “per sempre” in contrasto con la mentalità comune dove i legami stabili e definitivi sono avvertiti e subiti come incubo. Abbiamo, a volte, un certo delirio di onnipotenza che spinge a considerare l’altro concorrente in una corsa senza meta dove dimostrare unicamente di poter bastare a se stessi, sopravvalutando gli aspetti affettivi senza stimare quelli etici. La famiglia dovrà rigenerare equilibrate relazioni, animate sì da qualità affettive, ma da rendere visibili in continue ed efficaci regole di comportamento fatte di fiducia nell’“amerai”. L’amore, anima di ogni storia familiare, è una dimensione da coniugare sempre al futuro, in quanto non ha limite e condizionamento di tempo.

Ma come essere famiglie cristiane dinanzi al pericolo reale di famiglie che si disgregano? Ogni famiglia diventi ciò che è, attraverso il confronto e la crescita di valori non negoziabili che non possono misurarsi solo negli scambi reciproci tra genitori-figlinonni-nipoti, ma dovranno anche riflettere una diversa situazione. La qualità familiare che si sperimenta nel tessuto umano di una casa si fronteggia con dinamiche che vengono dal cambiamento sociale in atto. Una politica sociale incerta, polemica e poco equa indebolisce le scelte familiari di solidarietà convinta e molte tensioni sono la conseguenza di una relazione scorretta tra famiglia e società. Giustamente la politica familiare è la chiave centrale e risolutiva dell’intera politica dei servizi sociali.

Di qui, le responsabilità dei pubblici amministratori e le specifiche competenze normative, che vanno in duplice direzione. Da una parte, sono quanto mai opportuni tutti quei provvedimenti che possono essere di sostegno alle giovani coppie nel formare una famiglia e alla famiglia stessa nella generazione ed educazione dei figli. Dall’altra parte, è un grave errore oscurare il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio, attribuendo ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, dei quali non vi è, in realtà, alcuna effettiva esigenza sociale.

La famiglia è il futuro; attorno ad essa costruiamo un progetto di speranza per l’Italia, usando quella lente etica in grado di manifestare il positivo del “per sempre” e rimpiccolire la banale allegria delle famiglie così dette allargate (ma senza figli) e, perciò, destinate a morire.

La nostra speranza è, quindi, che singoli, comunità e soggetti sociali credano sempre più nella famiglia fondata sul matrimonio, luogo di amore e di autentica solidarietà.

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