La parola di un padre e fratello

Saluto a Sua Em.za Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano - S. Messa per la Giornata della Pace in S. Caterina da Siena a Magnanapoli, 13 gennaio 2008

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Eminenza Reverendissima,

per la nostra bella Chiesa Ordinariato Militare è questo un giorno di grande gioia: l’incontro con lei, Segretario di Stato Vaticano, ci offre la provvidenziale opportunità di manifestare ancora una volta la nostra filiale e devota riconoscenza al Santo Padre, che ci aiuta a comprendere come sia bello e gratificante essere cristiani, fare esperienza di Gesù, la Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte.

Nell’alto magistero di papa Benedetto riconosciamo il ministero della verità: quella religiosa che riguarda il Mistero di Cristo e della Chiesa; e quella morale che richiama i criteri etici per una vita buona per gli individui e per un pieno umanesimo della cultura e della società.

A nome mio personale, delle Autorità Militari presenti, del Vicario generale, dei Cappellani, dei Diaconi, dei seminaristi, delle consacrate e degli appartenenti all’Esercito, alla Marina, all’Aeronautica, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza ma anche dell’Associazione PASFA, della Croce Rossa e delle Associazioni specifiche, esprimo alla sua persona, Eminenza carissima, la più profonda gratitudine. Tale sentimento è rafforzato dalla sua lungimirante e preziosa opera per il bene della Chiesa universale e dell’umanità intera.

In una situazione internazionale turbata da preoccupanti tensioni, sentiamo l’esigenza di elevare il nostro grido a Dio. Quanto più insormontabili sembrano le difficoltà e oscure le prospettive, tanto più insistente deve farsi la nostra preghiera per implorare da Dio il dono della comprensione reciproca, della concordia e della pace, alle cui radici c’è la famiglia, che nasce da un amore tra un uomo e una donna, prima forma di comunione tra persone.

Ed è appunto – come ci ricorda il Santo Padre nel Messaggio per la Giornata della Pace – il modello della famiglia a dover ispirare i rapporti di solidarietà e di collaborazione anche nell’unica famiglia umana a cui sono chiamati i popoli della terra.

Ciò sarà possibile se viene garantita la dignità della persona e la verità sul suo valore universale, così da risvegliare anche attraverso la via dell’argomentazione razionale l’attenzione a questo Fondamento trascendente, senza il quale la famiglia umana non può essere comunità di pace.

Ecco il motivo per cui la Chiesa Ordinariato, mentre invoca quotidianamente Cristo nostra pace, è impegnata nella formazione delle coscienze attraverso quella pastorale dell’intelligenza, via per rendere leggibile e operativamente fruttuoso un vero umanesimo integrale, dove trovare le ragioni supreme per essere fermi paladini della dignità umana e coraggiosi costruttori di pace.

Eminenza cara, grande è la nostra emozione per questo incontro. Attendiamo ora la sua parola con la trepidazione dei figli che attendono la parola del padre e del maestro. Ci parli, preghi per il mondo militare e ci benedica.

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