Eccellenza Reverendissima,
per la nostra bella Chiesa Ordinariato Militare è un giorno di grande gioia. L’incontro con lei, Nunzio Apostolico in Italia, ci offre la provvidenziale opportunità di manifestare ancora una volta la nostra filiale e devota riconoscenza al Santo Padre, che ci aiuta a comprendere come sia bello ed entusiasmante essere cristiani, fare esperienza di Gesù, la persona che dà alla vita un nuovo e rasserenante orizzonte.
A nome mio personale, di Sua Ecc. Mons. Giovanni Marra – già Ordinario Militare – del Signor Ministro delle Difesa, delle Autorità Militari presenti, del Vicario generale, dei Cappellani, dei Diaconi, dei seminaristi, delle consacrate, delle famiglie e dei giovani appartenenti all’Esercito, alla Marina, all’Aeronautica, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza ma anche dell’Associazione PASFA e della Croce Rossa esprimo alla Sua persona, Eccellenza carissima, la più profonda gratitudine per aver accolto l’invito a
celebrare con noi l’83° Anniversario della rifondazione dell’Ordinariato dopo la Prima Guerra Mondiale, il 6 marzo 1925, la cui configurazione giuridica fu recepita l’anno successivo dallo Stato Italiano e consolidata con diversi interventi legislativi sino ai nostri giorni.
Da allora l’Ordinariato e i Cappellani militari hanno sempre offerto e continuano a donare un sostegno costante e prezioso al personale delle Forze Armate, anche nei teatri operativi all’estero, vivendo il ministero sacerdotale con costante impegno, entusiasmo, dedizione e passione, costituendo sicuro riferimento spirituale e morale per le donne e gli uomini con le stellette.
In una società sempre più complessa e incerta cresce il bisogno di sicurezza, andando ad occupare sfere della persona che non sono connesse unicamente alla vulnerabilità del vivere quotidiano, ma che, in modo più generale, invocano il raggiungimento di una tranquillità duratura. Al di là di fenomeni legati alla sicurezza in ambito nazionale e internazionale, desideriamo tutti essere difesi nella libertà e pensare un futuro stabile e sereno. Il tema della sicurezza, allora, non può non riguardare la concezione di persona e di società in cui si crede e non può non intrecciarsi con il tema della pace.
Ecco il motivo per cui la Chiesa Ordinariato Militare, mentre invoca quotidianamente Cristo, nostra pace, è impegnata nella formazione delle coscienze attraverso quella pastorale dell’intelligenza, via per rendere leggibile e operativamente fruttuoso un vero umanesimo integrale, dove trovare le ragioni supreme per essere fermi paladini della dignità umana e coraggiosi costruttori di pace.
Certo «coloro che si dedicano al servizio della Patria nella vita militare, – afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 2310 – se rettamente adempiono il loro dovere, concorrono veramente al bene comune della Nazione e al mantenimento della pace».
In tale contesto la Chiesa Ordinariato Militare è chiamata ad animare, ispirare e orientare l’assistenza spirituale dei militari, come indicato dall’Istruzione della Sacra Congregazione Concistoriale, De vicariis castrensibus, del 23 aprile 1951; da quella della Sacra Congregazione dei Religiosi, De cappellanis militum religiosis - Sacrorum administris, del 2 febbraio 1955; dalla Costituzione Apostolica di Giovanni Paolo II, Spirituali militum curae, del 21 aprile 1986; e dal Discorso di Benedetto XVI al V Convegno internazionale degli Ordinariati Militari, del 26 ottobre 2006.
La revisione strutturale che assimila gli Ordinariati alle Diocesi, l’Ordinario al Vescovo diocesano e il Cappellano al Parroco obbedisce al criterio del servizio alle persone dei Militari, i quali necessitano di una concreta e specifica forma di assistenza pastorale. Al tempo stesso, però, non va dimenticato che le persone a cui l’Ordinariato si rivolge non cessano di essere fedeli della Chiesa particolare in cui abitano e al cui rito appartengono. Ciò pone un’esigenza di comunione e coordinamento tra l’Ordinariato Militare e le altre Chiese locali, una coraggiosa “pastorale integrata” come criterio di giudizio per il futuro cammino degli Ordinariati Militari, unificati attorno alla persona umana da rigenerare in Cristo. Si evidenzia, così, l’obiettivo prioritario della cura dei fedeli, che è quello di rendere loro possibile di vivere in pienezza la vocazione battesimale e l’appartenenza ecclesiale. Mettere al primo posto le persone significa privilegiare la formazione cristiana del militare, accompagnando lui e i suoi familiari nel percorso dell’iniziazione cristiana, del cammino vocazionale, della maturazione nella fede e nella testimonianza; e contemporaneamente favorire le forme di fraternità e di comunità, come pure di preghiera liturgica e non, che siano appropriate all’ambiente e alle condizioni di vita dei militari.
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