La famiglia nel mondo che cambia
Presentazione della Lettera Pastorale
«Poiché il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia riguarda l’uomo e la donna nella concretezza della loro esistenza quotidiana in determinate situazioni sociali e culturali, la Chiesa per compiere il suo servizio deve applicarsi a conoscere le situazioni entro le quali il matrimonio e la famiglia oggi si realizzano. Questa conoscenza è dunque una imprescindibile esigenza dell’opera evangelizzatrice». Le parole di Giovanni Paolo II nella Familiaris Consortio, ci introducono sul tema della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e che, purtroppo, provocano alcuni settori della vita politica e civile a gridare all’ingerenza della Chiesa su questioni, che – si afferma – sono proprie di uno Stato laico.
Su un tema di rilevanza così profonda e determinante per il presente e il futuro dell’umanità, non è facile impegnarsi in Europa e nel mondo se si desidera difendere la famiglia dalla proliferazione di matrimoni falliti, di aborti, di calo delle nascite e dall’insufficienza delle politiche familiari. Ma procediamo gradualmente con un richiamo ad alcuni significativi dati emersi da recenti indagini e da conseguenti riflessioni per evidenziare il valore originario della famiglia, “cellula” primaria della società.
Istituto di politica familiare:
evoluzione della famiglia in Europa
Lo studio, ben documentato, Evoluzione della famiglia in Europa, pubblicato recentemente dall’Istituto di Politica Familiare (Ipf), un osservatorio indipendente, ma a favore della famiglia, con sede in Spagna e numerose diramazioni in Europa e in America Latina, offre alla riflessione una fitta serie di dati – a volte particolarmente negativi per l’Italia – che su un ampio fronte, dalle questioni etiche alle esigenze sociali, dall’economia alla demografia, sottolineano l’urgenza di un’attenzione a tutto campo dei cittadini, dei governi, delle Istituzioni.
Ecco alcune delle più rilevanti constatazioni che risultano dal rapporto:
1. Sono celebrati sempre meno matrimoni. Nei 27 Paesi dell’Ue tra il 1980 e il 2005 il numero dei matrimoni è sceso del 22,3% nonostante il fatto che nel medesimo periodo la popolazione sia aumentata di 33,8 milioni. Inoltre gli europei si sposano in età sempre più avanzata, gli uomini a 30 anni e le donne a 28, con un ritardo di circa 4,5 anni rispetto alle medie del 1980.
2. I casi di fallimento del matrimonio – divorzio o separazione – sono aumentati del 55% negli ultimi 25 anni, fino a raggiungere la cadenza di una rottura ogni 30 secondi. In Italia l’aumento è stato del 62%, al terzo posto nell’Ue dopo la Spagna (183%) e il Portogallo (89%). Negli ultimi 15 anni considerati dallo studio, 1990-2005, sono falliti 13.753.000 matrimoni coinvolgendo oltre 21 milioni di figli. Nel 2005 il record dei divorzi è stato in Germania (quasi 380.000), seguita da Gran Bretagna e Francia, mentre in coda alla classifica dei grandi Paesi troviamo l’Italia, anche in percentuale dei matrimoni celebrati.
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