Carissimi nel Signore,
con gioia mi unisco spiritualmente alla preghiera della comunità parrocchiale di Conegliano per ricordare il 65° Anniversario di Sacerdozio di don Silvio Poloni, sacerdote che ha esercitato il ministero prima nella famiglia militare e, poi, nella vostra bella chiesa parrocchiale.
Mentre esprimo riconoscente comunione a Sua Ecc.za Mons. Andrea Bruno Mazzocato, Pastore della diocesi, saluto il carissimo parroco don Pierpaolo Bazzichetto e ciascuno dei presenti, ringraziando particolarmente gli organizzatori di questo momento di lode al Signore.
In questa lieta circostanza, poi, vorrei che giungesse a tutti i fedeli il mio augurio di pace come una comunicazione del cuore, perché ci siete e per quello che fate, nell’annunciare Gesù risorto, speranza del mondo.
Sappiamo bene che l’anniversario dell’Ordinazione sacerdotale non appartiene alla sfera privata della persona, ma all’intera comunità. Infatti, nei vostri volti, come in quelli di tanti militari, dell’Esercito e dei Carabinieri, don Silvio ha visto il fratello da amare e servire con amore di padre.
Cari amici, fare memoria della vocazione sacerdotale di don Silvio è come immergersi in una sorgente di speranza, radicata nella fedeltà allo Spirito del Signore risorto. La sua vita è una miniera di indicazioni e di esempi, sempre attuali, orientati all’educazione dei giovani. Egli, infatti, con la grazia del ministero, ha educato con le parole, con l’insegnamento, con la vita. Il suo sacerdozio, avvolto da pacificante interiorità e nascoste lacrime, racconta zelo apostolico. Anche quando sembra segnato da stanchezza, continua ad avere per intuito la concretezza, per respiro la rinuncia, per linguaggio la cordialità. Credibile testimone della fede, coraggioso evangelizzatore della verità, alla scuola del Maestro, don Silvio ha formato le coscienze di giovani e di tante famiglie di Verona, Trento, della Toscana e dell’Umbria, poi, ad Aviano, fino al giorno in cui il Signore l’ha donato alla vostra Comunità.
Credo di poter dire oggi che, grazie a Dio, don Silvio conserva la freschezza e lo stupore del giorno dell’Ordinazione sacerdotale.
La vocazione è risposta a un appello quotidiano di Dio a cui rispondere con fede giovane: «Signore non ho la vocazione dell’acrobata, anche se mi chiami spesso a vivere al di sopra delle mie capacità e senza rete. Signore, insegnami a non chiudere le braccia, ma ad allargarle. Signore, insegnami a non mendicare le ferite, ma a scavarle per farne delle nuove sorgenti. Signore, insegnami a non piangere su una Chiesa minoritaria, ma a versarvi un poco di quel sale che rende salato tutto il mare. Signore, insegnami a lasciar crescere la Chiesa come una pianta folle sotto il sole di un Dio imprevedibile» (Preghiera di un Vescovo contemporaneo).
Signore, fa che questo giorno di fede e di festa di un generoso e coraggioso sacerdote entri nell’oceano infinito della salvezza in Gesù Cristo. Sì, Signore, è il buon tempo per essere presbitero e domani lo sarà ancora più di oggi.
Sia la Vergine Santa ad avvolgere nel suo abbraccio materno don Silvio continuando ad arricchirlo di fervore apostolico.