Carissimi,
le Forze armate sono espressione della società e della Nazione che rappresentano e, come organizzazione complessa, operano sullo stesso scenario politico, sociale ed economico che caratterizza e condiziona questo difficile e instabile inizio di millennio.
Lo scenario globale nel quale ci muoviamo è, infatti, agitato da una continua, tumultuosa trasformazione che si manifesta non attraverso parametri lineari e prevedibili ma con dinamiche riconducibili alla teoria del caos e del disordine.
Vedremo, perciò, sempre più frequentemente, l’impiego delle Forze armate in compiti non strettamente militari, come gli interventi umanitari, quelli in caso di calamità, o le operazioni di polizia per la pacificazione di territori esteri.
I nostri militari sempre più incontreranno un dialogo con tutti quei protagonisti non necessariamente appartenenti al mondo militare, ma che fanno parte, ad esempio, del mondo delle Istituzioni o delle Organizzazioni non governative.
Questa cooperazione svilupperà di conseguenza una convergenza fra le strutture organizzative civili e quelle militari che, tenendo conto di ciò che sta accadendo nella nostra società e nel mondo, sappia condurci verso il futuro puntando sulla risorsa più importante, la meno programmabile, la più creativa, la più vera, la più preziosa: la persona umana.
In questo scenario la militarità assolve un compito umile ma nobile e generoso, col portare nel vivo di un mondo infelice un barlume di umanità . Dove nasce l’umanità dei nostri militari? Direi che essa viene ispirata e sostenuta da valori quali: il dovere, la disciplina, l’onore, la lealtà, l’esempio, il coraggio . Come pure la correttezza, la trasparenza e la prudenza della disciplina, la dignità del militare in funzione della specificità dei fini istituzionali, la titolarità di una responsabilità che richiede appropriata sensibilità professionale: sono aspetti importanti per la crescita di una società pienamente umana.
Il militare si presenta professionista delle virtù riferite a quei principi etici che incarnano quanto esigito dalla società civile. Di qui un comportamento rispettoso di norme e procedure, attuato in modo non formale ma con linearità e coerenza, che esclude nella vita del militare ogni irregolarità e deviazione dai compiti istituzionali, contribuendo alla costruzione di una società eticamente sana e corretta. Comprendiamo come nella professione militare una gratificazione esaustiva circa la coerenza e la rettitudine di vita non può essere fornita soltanto dalla remunerazione economica e dagli sviluppi di carriera, ma è appagamento morale che si percepisce per la propria credibilità in un’organizzazione gerarchica al servizio del bene comune.
In tal modo la concezione della vita professionale intesa come attività programmata (etica della professione) si apre al vissuto della professione (etica nella professione), dettata dall’onore, dalla fede, dallo spirito di corpo, fattore morale che dosato dal buon senso e dall’equilibrio, può dare risultati importantissimi , anche in vista delle future evoluzioni riguardanti le relazioni e l’integrazione interforze.
L’obbedienza, la condivisione, la disciplina, l’amore di patria, l’integrità, la devozione all’Organizzazione, la serietà professionale e l’umanità sono tradizionalmente alcune delle virtù che caratterizzano un vero militare . Tale apparato normativo disciplinare non scinde l’attività militare dalla sfera privata. Il militare deve essere posto non solo dinanzi ai doveri ma anche a responsabilità personali, specie per quanto concerne il senso del dovere, lo spirito di sacrificio e quelle qualità capaci di procurare la stima degli altri, come il coraggio e il rispetto della bandiera.
Così si riconosce anche bene, come legge eterna, piano di Dio sul creato, a cui guidare se stessi e gli altri .
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