L'etica del militare tra fede e dovere

IASD, 17 maggio 2010

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 Carissimi amici,

desidero iniziare la mia conversazione, riprendendo la domanda del Salmo: «Che cos’è mai l’uomo, perché te ne curi?» (8,5). «Non è forse - come dice Sant’Ambrogio - il culmine e quasi il compendio dell’universo e la suprema bellezza dell’intera creazione?» .


Persona ed etica

Oggi, la questione antropologica è avvertita per lo sviluppo delle scienze e delle tecnologie biomediche che mettono l’uomo interamente in mano all’uomo, rendendo manipolabile la sua stessa essenza. Una questione che sta a significare la capacità tecnica dell’uomo di decidere sulla vita e sulla morte, di produrre l’uomo in laboratorio, svincolandosi completamente dalla natura dentro cui il Creatore avrebbe inserito la propria sapienza.

L’uomo è un essere sottoposto sì al continuo divenire storico, ma rimane saldamente ancorato a qualcosa che permane, anzi a qualcosa di eterno, Dio. Si radica su un fondamento trascendente. E ciò è attestato anche dalla presenza durevole e incancellabile in noi della legge morale e della coscienza morale che questa stessa legge custodisce e rende eloquente.

Persona ed etica si reclamano a vicenda, a tal punto che non c’è l’una senza l’altra. Come a dire che l’etica se, da un lato, trova nella persona ragionevole e libera il suo fondamento, dall’altro lato sospinge la persona a diventare sempre più persona. In questo senso l’etica è al servizio della persona: trova, cioè, tutta la giustificazione, la sua bellezza, la sua urgenza nel far sì che l’uomo sia veramente e pienamente uomo. Ciò suppone che si accetti l’esistenza di valori oggettivi, universali e immutabili; di valori fondati sulla realtà come tale, e pertanto estesi nello spazio e nel tempo. Proprio perché oggettivi, universali e perenni, questi valori vanno al di là delle singole persone, dei vari luoghi e dei diversi tempi . In questo senso se, nell’ambito etico, si dovesse seguire il soggettivismo e il relativismo ne deriverebbe un’interpretazione etica che fa dipendere i valori non da dati oggettivi, universali e immutabili, ma dal semplice sentimento o istinto del soggetto (singolo o associato); oppure nell’ambito cosiddetto democratico dalla posizione di fatto assunta dalla maggioranza delle persone; oppure ancora dalla cultura dominante in un determinato luogo o momento storico. L’esito inevitabile è quello di un’estrema varietà e persino di vere e proprie contraddizioni nelle risposte date ai diversi interrogativi .

 

 

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