Carissimi,
all’indomani della manifestazione di fede e di festa, vissuta con il Santo Padre, nel giorno della solennità dell’Annunciazione, in Piazza San Pietro, con settantacinquemila giovani, tra cui circa cinquemila militari di Roma, sulla stampa si continua a manifestare avversione per il Papa. Addolora questa forma subdola di progressiva e continua irrisione e di aperta aggressività a tutto quello che la Chiesa cattolica propone per tenere lo sguardo rivolto verso l’alto, dimensione autentica di libertà.
Meraviglia, poi, che questo Pontefice, così ricco di mitezza evangelica e di onestà intellettuale, susciti sentimenti di astio e forme di anticlericalismo che si pensava fossero superate.
In questi momenti, dove infastidisce la predicazione del bene, la testimonianza della giustizia e l’impegno per la pace, la Chiesa Ordinariato militare in Italia esprime piena comunione, adesione sincera e immutata a Benedetto XVI. I militari italiani vogliono bene al Successore di Pietro e gli sono vicini nella preghiera insistente e nell’obbedienza al ministero della verità che Egli annuncia: quella religiosa che riguarda il mistero di Cristo e della Chiesa; e quella morale che richiama i criteri etici per una vita buona per gli individui e per un vero umanesimo della cultura e della società.
Le donne e gli uomini con le stellette ne ammirano lo stile pastorale fatto di interiore dedizione, grande rispetto, benefica dolcezza e retta coscienza.
Chiediamo alla Provvidenza divina di continuare ad accompagnare il Santo Padre nell’alto ministero a Lui affidato, ricordando la parola di Gesù: “Ecco Io vi mando come pecore in mezzo ai lupi” (Lc 10,3). Un’immagine biblica che non descrive soltanto il conflitto, ma anche la sproporzione del confronto. Il conflitto non è ad armi pari: il lupo è l’emblema della violenza e dell’inganno, due atteggiamenti che ogni apostolo non può in nessun caso fare propri. Qui sta l’apparente debolezza… qui trova spazio la virtù della fortezza evangelica, che implica il coraggio di restare fermi nella verità.
Agli ingiusti e menzogneri attacchi, la Chiesa castrense risponde concorde e unanime nella preghiera per il Sommo Pontefice che antepone Cristo e il bene delle anime ad ogni umana considerazione, consapevole che è meglio lasciar perdere le opinioni terrene. Benedetto XVI continua ad essere fedele a quanto dichiarato all'inizio del pontificato: “Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui, cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in quest’ora della nostra storia”. Il Signore non abbandonerà mai la Sua Chiesa e il Papa che le ha donato, la cui grandezza è davanti agli occhi del mondo intero.
Abbiamo tutti bisogno del Successore di Pietro, della sua ombra risanatrice (cf. Atti 5,12-16), della sua parola e della sua instancabile e sicura guida. Rivolgiamo il nostro pensiero e l’affetto del cuore al Cristo risorto, che fa nuove tutte le cose.