Diventare ciò che è Dio: l'Amore

Omelia per la S. Messa della Festa di Santa Barbara, Patrona della Marina Militare - Basilica San Giovanni in Laterano, 4 dicembre 2009

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Carissimi, 

celebriamo con gioia e devozione la festa di Santa Barbara, nostra Patrona. L’esempio della sua vita è incoraggiamento a prendere sul serio la parola che Gesù oggi ci rivolge nel Vangelo:«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua Croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9,23).   

Da sempre la Croce appare come scandalo e follia. Noi stessi viviamo la tentazione di svuotarla, perché la consideriamo assurda e disumana. In questi tempi segnati dal benessere materiale, dalle comodità e dalle ricchezze, dalla ricerca del piacere, dalla convinzione che tutto quello che è possibile economicamente è lecito, si abbandona la Croce, la si relega nel passato oppure siamo talmente abituati ad essa che non ci facciamo neppure più caso. Passiamo accanto alla Croce, incuranti, insensibili, disattenti. Essa è fatta, invece, per essere caricata sulle spalle: «Se qualcuno vuol venire dietro a me…». La Croce non può essere emblema esaltato come trionfo, ridotta a oggetto di ornamento o svilita a gesto scaramantico o banalizzata per le semplici avversità quotidiane. 

«E’ necessario che il Figlio dell’uomo sia messo a morte»: non è l’affermazione di un fallimento ma l’accettazione consapevole di un disegno di amore. Proprio per aver accettato di essere condannato a morte, Cristo è il nostro Salvatore. Egli si presenta e dichiara il suo amore; respinto, bussa alla porta del cuore. Per tutto il bene che ci ha fatto non domanda in risposta che il nostro amore.

Prendere la Croce significa seguire Gesù. «Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me» (Gal 2,20). Gesù ha preso la propria Croce in un gesto d’amore: saliva sul Golgota a donare la vita per noi. Ed è alla sua sequela che il cristiano acconsente a comportarsi da condannato a morte, nell’amore e per amore. Lasciar condannare il mio io che vorrebbe affermarsi, riuscire, significa permettere che viva quell’essere nuovo che nasce dalla conformità a Cristo nella sua morte e risurrezione. Chi è Gesù se non l’amore del Padre? E quale è il massimo amore se non quello di donare la propria vita? Come riconoscere l’amore se non donando la propria vita, come fa Gesù? (A. Louf). Il Crocifisso non è uno che si fa capire, ma uno che mi attira a sé e mi invita a porre i miei passi sui suoi, rinnovando le mie scelte di vita per qualcosa che conta più dei miei interessi.

Cari amici della Marina, dell’Artiglieria e del Genio, Dio vi aiuta ad affrontare con serenità la professione militare. Nel vostro delicato e difficile compito quante difficoltà potete incontrare. Ma anche quante persone potete aiutare, quanto bene potete fare. Qui penso alle tante situazioni di miseria, di inquietudine, di disagio che quotidianamente incontrate nei vostri vari e complessi servizi alla società. Sappiate essere amici di ogni persona che incontrate; fate in modo che l’indifferenza non prevalga nelle relazioni umane e portate con il soccorso d’urgenza, la serenità di una solidarietà umana e cristiana che contribuisca a sollevare chi si trova in situazioni talora veramente drammatiche. Chi si sforza di amare Dio e i fratelli – contribuisce silenziosamente ma efficacemente a costruire un mondo più giusto e umano; un mondo, voluto e amato da Dio, abitato e reso prezioso dal dono della Sua presenza. Non desideriamo, perciò, di diventare Dio ma ciò che è Dio, cioè l’amore, come ha ricordato Papa Benedetto XVI durante l’Udienza concessa mercoledì scorso ai 4000 membri dell’Associazione Marinai d’Italia.  

Ma l’amore non si vede, se ne vedono i segni, i gesti, i riti. L’amore è invisibile. La sua visibilità è la Croce. Che cosa abbiamo, amici della Marina, davanti agli occhi contemplando il Crocifisso se non il miracolo di un abbraccio universale che raggiunge gli uomini di tutti i tempi e ciascuno di noi? Sei anche tu, amico dell’Artiglieria, nell’abbraccio di quest’amore gratuito, purissimo, totale. Amico del Genio sei anche tu in quest’abbraccio indissolubile che è la tua certezza di vita per sempre.    

Ci assista con la sua protezione Santa Barbara, martire silenziosa dell’amore divino, che seppe restare fedele a Dio in ogni istante della vita, anche nei momenti di buio e di solitudine. Ci aiuti a capire che anche la nostra vita ha valore se interamente donata a Dio e per questo generosamente posta al servizio dei fratelli. 

La Vergine Maria, Stella del mare, benedica voi e le vostre famiglie e possa indicarvi la meta che è Cristo, speranza del mondo.

 

Data Inizio:     Data Fine:

04/12/2009

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