Come trono la Croce

Omelia per la S. Messa nella Solennità di Gesù Cristo Re dell'universo - Ischia, 22 novembre 2009

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Carissimi,

«Ascolta la mia voce»: è l’invito con cui si chiude il brano del Vangelo di oggi. A partire da questo ascolto, potremo risalire alla verità e comprendere il significato della Festa di Cristo, Re dell’universo.

Come discepoli che ascoltano il Maestro, ripartiamo dall’eternità per dare senso alla vita quotidiana e conoscere la verità che rende liberi. 

Che cos’è la verità? Gesù non dà una definizione, perché Egli è la Verità, è Re, ma non di questo mondo. 

Fin dall’annuncio della sua nascita, il Figlio unigenito del Padre, nato dalla Vergine Maria, viene definito “re”, nel senso messianico, cioè erede del trono di Davide, secondo le promesse dei profeti, per un regno che non avrà fine (cfr. Lc 1,32-33).

La regalità di Cristo rimase del tutto nascosta, fino ai suoi trent’anni, trascorsi in un’esistenza ordinaria a Nazaret. Poi, durante la vita pubblica, Gesù inaugurò il nuovo Regno e lo realizzò pienamente con la sua morte e risurrezione. Apparendo risorto agli Apostoli disse: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra» (Mt 28,18): questo potere scaturisce dall’amore, che Dio ha manifestato in pienezza nel sacrificio del suo Figlio.

La logica di Gesù non si ispira ai criteri di efficienza e di potenza umana, il suo dominio non s’impone con la forza. Al contrario, Egli vince il male con il bene, l’odio e la violenza con il perdono e l’amore. Il trono di questo Re, che noi oggi adoriamo, è la Croce ed il suo trionfo è la vittoria dell’Amore, di un amore onnipotente che effonde dalla Croce i suoi doni sull’umanità di tutti i tempi e di tutti i luoghi.

«Io sono re» dice Gesù. Un re crocifisso. Ecco il paradosso luminoso della fe¬sta di oggi, un re servo. Il suo mantello regale è l’asciugatoio di cui si cinge per lavare i piedi ai disce¬poli. Il nostro re non è sopra di noi. È invece ingi¬nocchiato ai piedi dei discepoli. Il nostro re è venuto per servire e non per essere servito. Ciò  è manifesto nei simboli del banchetto, della festa, della vita. Questa è l’immagine più frequente con cui Gesù parla del regno: una casa lieta di pane, lieta del vino, di parole nuove e buone, lieta di amicizia, ricca di fedeltà e di coerenza.

Fedeltà non è “dare per avere” oppure “dare per dovere” ma esperienza di dono. E voi, cari Carabinieri, celebrando la Virgo fidelis, vostra Patrona, ricordate che una società dove si dissolve il principio della gratuità non ha futuro. La società ha bisogno di cristiani disposti a dare chiara testimonianza della propria fede, e che assumano la professione, come fermento di giustizia, di promozione della dignità dell’uomo, in tutti gli ambienti, cercando di dare al mondo un supplemento di anima, perché risulti un mondo più umano e fraterno.

Accettiamo pure incomprensioni e persecuzioni, ma non permettiamo mai dissociazioni tra ciò che si vive e ciò che si crede: questa è la coerenza di cui si nutre la fedeltà. La fedeltà è come lo scrigno che custodisce la coerenza e la coerenza è come lo scrigno che custodisce la fedeltà.

Non venga meno il vigore e l’energia dell’Arma. Sappiamo bene, infatti, che è facile essere coerenti per un giorno o per alcuni giorni, ma è difficile e importante esserlo per tutta la vita. È facile esser coerente nell’ora dell’entusiasmo, è difficile esserlo nell’ora della difficoltà e della prova. Perciò può chiamarsi fedeltà solo una coerenza che dura per tutta la vita. 

Essere fedele significa non tradire nelle tenebre ciò che si è accettato in pubblico: è il dono che chiediamo alla Virgo fidelis, alla quale affidiamo l’impegno di rispondere con lealtà e costanza alla vostra missione, nel rispetto della giustizia, nella comprensione delle persone, nella dedizione alla salvaguardia della dignità e del benessere dei cittadini.

La Vergine fedele, che Dio ha associato in modo singolare alla regalità del suo Figlio, ci ottenga di accoglierlo come Signore della nostra vita, per cooperare fedelmente all’avvento del suo Regno di amore, di giustizia e di pace.

Data Inizio:     Data Fine:

22/11/2009

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