Il profumo dell'amicizia

Omelia per la S. Messa con il Commissariato Esercito, Chiesa Santa Caterina da Siena a Magnanapoli, 29 marzo 2010

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Carissimi,

si avvicina l’ora di Gesù, l’ora della consegna per amore dell’umanità. E Cristo ci diventa più vicino, più intimo, anche se il suo dialogo è fatto più di silenzio che di parole.

Il profeta Isaia, nella prima lettura, ci presenta il Servo di Dio, che sottraendosi alla folla cerca un luogo tranquillo. In quel servo era prefigurato Gesù, colui che rifiuta ogni clamore e allontana la piazza come spazio di ostentazione. Egli passa, infatti, dalla casa di Nazaret al deserto e dal deserto alla strada, prendendo qualche momento di ristoro in case ospitali. tra i pochi amici che gli sono rimasti, dove può respirare un’atmosfera di famiglia.

Sei giorni prima di Pasqua, afferma il Vangelo, si reca a Betania, dove è accolto a mensa dagli amici. Nessuno si accorge che si tratta di un banchetto di addio: Lazzaro, il risuscitato, festeggia la gioia di ritrovarsi in famiglia e ignora quello che sta per accadere a Colui che gli ha riaperto gli occhi. 

Marta è assorta nella gioia di servire, mentre Maria sembra avere il presentimento della morte del Signore. Presa una libbra di profumo, gliela versa sui piedi e li asciuga con i suoi capelli. E’ il gesto d’amore e di devozione. Subito la casa si riempie di profumo. 

E’ il profumo dell’amicizia, che non ha prezzo e di cui solo Giuda non può capire il significato, perché occupato dalla cupidigia del denaro. 

Il gesto di Maria è interpretato da Gesù stesso come segno profetico della sua morte e sepoltura. 

La cena di Betania prelude l’Ultima cena, dove Gesù lava i piedi agli Apostoli. Quale servizio è dunque stato reso da questa donna santa, da essere stato proclamato nel mondo intero, e questo ogni giorno? Guardate la sua umiltà. Non ha cosparso prima il capo del Signore, ma i suoi piedi… Ha cominciato con i piedi per meritare di arrivare al capo, perché, come sta scritto, «chi si abbasserà sarà innalzato, e chi si innalzerà sarà abbassato» (Mt 23, 12). Essa si è abbassata per essere innalzata.

Betania è l’esperienza che ciascun credente deve vivere per accogliere Cristo come amico insostituibile, compromettendosi per lui, senza esitazione sino al dono di se. Questa è la vocazione più vera, questo è il filo rosso della vita, che attraversa e dà significato bello alle stagioni, avvenimenti, situazioni e scelte. 

  Signore, lego la mia vita a te, faccio della Pasqua l’evento decisivo della mia esistenza. Il tuo amore è più intenso e delicato dell’amore materno, più coinvolgente dell’amore nuziale, non sottoposto a stati d’animo labili e volubili, non minacciato da debolezze e cadute. 

Occorre imparare a cercarti nello stesso tempo come padre e come madre, come fidanzato e come sposo, come Creatore e come artista, per riuscire in qualche modo a esprimere quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità del tuo amore verso di noi, amore che sorpassa ogni limite e misura.

Data Inizio:     Data Fine:

29/03/2010