Vieni Santo Spirito

Omelia per la S. Messa con il conferimento dei sacramenti dell'Iniziazione cristiana - Chiesa Santa Caterina da Siena a Magnanapoli, 29 maggio 2010

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Carissimi,

nella celebrazione odierna siamo invitati a professare la nostra fede nella presenza e nell’azione dello Spirito Santo e a invocarne l’effusione su di noi. Facciamo nostra con particolare intensità l’invocazione: Vieni, Santo Spirito. Un’invocazione semplice e immediata, ma insieme straordinariamente profonda, sgorgata dal cuore di Cristo. Lo Spirito Santo, infatti, è il dono che Gesù ha chiesto e continuamente chiede al Padre per i suoi amici: «Se mi amate, io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito, perché rimanga con voi per sempre» (Gv 14,15-16). Lo Spirito ci viene dato per testimoniare Gesù, Signore della nostra vita, con il nostro cuore ardente e generoso, che dice si a tutto quello che è gradito a Dio.

Non si comportano certo così, nel Vangelo ascoltato, gli scribi, che si ritengono i rappresentati qualificati della legge e di conseguenza si arrogano il diritto di tutelarne l’integrità. Gli insegnamenti di Gesù risuonano come novità inattese e indesiderate. L’imbarazzo dei farisei, che sfocia in rabbia e aperta contestazione, cresce nel costatare che molti, sempre più numerosi, seguono Gesù, lo riconoscono come vero profeta che parla con autorità e non come i loro scribi. Questo confronto li ìrrita, per cui affrontano il Signore con una precisa domanda: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Non potendo contestare le verità che Gesù afferma né negare i prodigi che compie, fanno appello all’autorità e alla gerarchia. In realtà non gli vogliono riconoscere il diritto di rivelare al mondo la verità e di proclamare la legge nuova dell’amore.

Anche noi potremo essere tra coloro che presumono di giudicare Dio, suggeritori dei suoi comportamenti. Quante volte forse - come quegli scribi e farisei - cadiamo nella menzogna perché abbiamo paura di perdere la stima o la fiducia di qualcuno. Abbiamo, perciò, bisogno di invocare lo Spirito di verità, vivere nella luce che si manifesta nel profondo della nostra retta coscienza. La conoscenza della verità non sta nelle dispute di piazza, ma nella santità di una vita buona; non si ottiene mettendo insieme le opinioni empie, ma aprendosi alla semplicità evangelica.

Vieni Santo Spirito. Ci doni il Signore lo spirito di verità per esprimere i nostri giudizi in piena libertà senza ingannare noi stessi né adulare altri per salvaguardare interessi personali. Possedere i doni dello Spirito significa agire nella volontà divina, diventando noi stessi un dono prezioso, uno scrigno di misericordia per coloro che ci stanno accanto. Ciò significa che la vita non deve essere impostata secondo la logica dell’avere, del possedere, ma del donarsi. Molte persone credono in Dio e ammirano la figura di Gesù Cristo, ma quando viene chiesto loro di perdere qualcosa di se stessi, allora si tirano indietro, hanno paura delle esigenze della fede. C’è il timore di dover rinunciare a qualcosa di bello, a cui siamo attaccati; il timore che seguire Cristo ci privi della libertà, di certe esperienze, di una parte di noi stessi. Da un lato vogliamo stare con Gesù, seguirlo da vicino, e dall’altro abbiamo paura delle conseguenze che ciò comporta.

Riconoscere che perdere qualcosa, anzi, se stessi per il vero Dio, il Dio dell’amore e della vita, è in realtà guadagnare, ritrovarsi più pienamente. Chi si affida a Gesù sperimenta già in questa vita la pace e la gioia del cuore, che il mondo non può dare, e non può nemmeno togliere una volta che lo Spirito Santo le ha donate.

Vieni Santo Spirito. Lo Spirito è colui che rende unici e irripetibili. Dopo aver creato ogni uomo, Dio ne spezza la forma e la butta via. Siamo unici nel modo di amare, di dare speranza, di consolare. A ognuno è dato un dono particolare, ma per il bene comune.

  Vieni Santo Spirito: riempi le tavole di presenze amiche; riempi le famiglie della forza dell’amore più grande degli errori, delle sventure, delle malattie, delle disgrazie; manda nel nostro intimo il fuoco che riaccende la Parola, vento eterno che invade di serenità la storia tormentata dei nostri giorni.

Vieni, Spirito Santo. Accendi in noi il fuoco del tuo amore. Sappiamo che questa è una preghiera audace, con la quale chiediamo di essere toccati dalla fiamma di Dio; ma sappiamo soprattutto che questa fiamma – e solo essa – ha il potere di salvarci. Cosa fa lo Spirito per me? Quello che ha fatto in Maria duemila anni fa: lo Spirito incarna la Parola fino a che cresca e occupi tutti gli spazi dei sensi, fino a che io «abbia in me gli stessi sentimenti di Cristo», fino a che sia lui a vivere in me (cfr. Gal 2, 20).

L’angelo dice a Maria: «Verrà lo Spirito e porterà dentro di te il Verbo» (Lc 1, 35). Dice Gesù ai discepoli: «Verrà lo Spirito e porterà dentro di voi la Parola». Dice stamane lo Spirito a voi: fate quello che Gesù vi dirà e continuate a ripetere lungo il cammino della vita: Non ci ardeva forse il cuore, mentre ci spiegava le Scritture (cfr. Lc 24,32).

Data Inizio:     Data Fine:

29/05/2010

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