La pietra era Cristo

Omelia per la S. Messa con i Cappellani dell' XI Zona pastorale - Pompei, 29 giugno 2010

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Carissimi,

la confessione di Pietro è un testo di grande importanza per la vita del cristianesimo e richiama la risposta sulla messianicità di Gesù, Figlio di Dio, e la promessa del primato che Gesù conferisce a Pietro. Per questa confessione Pietro sarà la roccia sulla quale edificherà la sua Chiesa. Di questo brano evangelico, centrali sono le parole: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16, 18). Pietro, che prima si chiamava Simone, riceve dal Signore il nome di Pietro, perché aderisce con fermo e tenace proposito a colui di cui è scritto «la pietra era Cristo» (1Cor 10,4).  

Da quel giorno Pietro sapeva di poter contare sulla presenza accanto a sé del Cristo, il mendicante di amore, mendicante senza pretese che in Pietro interroga ciascuno: sì, Signore tu sai che un po’ di bene te lo voglio, un po’ di amicizia tra tanta indifferenza, un po’ di attenzione tra tanta freddezza; non oso dire che ti amo e come Pietro dico di volerti bene.

E’ così che Cristo ha fatto di Pietro una pietra, un fondamento. La pietra è l’umanità di ogni tempo, nella quale il Cristo vivente, paziente e irresistibile costruttore, prepara la cattedrale dello Spirito… Ecco la Chiesa, vista attraverso Simone, divenuto Pietro per volontà divina. Il cuore di Pietro è il cuore che non si risparmia, non calcola: il cuore di cui ha bisogno il Signore per la sua Chiesa.

«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». La Chiesa non è una società di liberi pensatori, ma la comunità di coloro che si uniscono a Pietro nel proclamare la fede in Gesù Cristo. Chi edifica la Chiesa è Cristo. E’ lui che sceglie liberamente un uomo e lo pone alla base. Pietro non è che uno strumento, la prima pietra dell’edificio, mentre Cristo è colui che pone la prima pietra. Non si può essere veramente nella Chiesa, quale pietra viva, se non si è in comunione con la fede di Pietro e la sua autorità. Dove è Pietro ivi è la Chiesa (cfr. Sant’Ambrogio). Il che non significa che Pietro è da solo tutta la Chiesa, ma che non si può essere Chiesa senza Pietro.

Ancora oggi e per i secoli futuri, il cuore della Chiesa batte e ama con il cuore del Successore di Pietro. La solidità di Pietro è nel volto, nelle membra, nel gesto, nella parola, nella dolcezza, nella franchezza, nella passione per Dio e per l’uomo. 

La cattedra di Papa Benedetto non è un regno, neppure un trono. È la cattedra del servizio, del sacrificio, del martirio. È la cattedra del magistero, della fede e della certezza, della carità e del governo pastorale. Non è una cattedra inventata dagli uomini. Gli uomini ne hanno inventate tante, ma quella del Papa è la stessa cattedra di Pietro, l’apostolo chiamato da Gesù. E noi,  alunni di questa cattedra, amiamo il Papa, scelto dallo Spirito Santo a reggere la Chiesa di Cristo. Egli è la bocca della verità, l’apostolo della pace, della giustizia, della fraternità, della libertà, il custode della dignità umana. 

Cosa dire di Pietro? Anche se non avesse sopportato nulla per il Cristo, basterebbe per festeggiarlo il fatto che oggi sia stato crocifisso per lui. La croce fu la sua strada. E Pietro resta roccia anche nel tempo della crisi e della desolazione. Mi piace collegare, perciò, il primato di Pietro come primato di fede di ogni discepolo con Gesù. Comprendiamo allora quanto sia importante la risposta di Pietro alla domanda che mette in discussione tutto ciò che Gesù aveva operato e detto «Volete andarvene anche voi?» (Gv 6, 67). Pietro, a nome dei Dodici, dice di rimanere con Gesù, per le sue parole di vita eterna. La Chiesa è fedele a Cristo non per i miracoli o altro, ma per le sue parole che danno senso alla vita. Anche noi che crediamo in Cristo, alla scuola di Pietro conosciamo chi Egli è e cosa è la Chiesa. 

Data Inizio:     Data Fine:

29/06/2010