Caro Papà Salvatore, cara mamma Lena, gentilissima signora Simona, caro Pierluigi, amati bambini Salvatore e Sofia, Autorità tutte,
il Vangelo, raccontando la morte del Signore crocifisso, ci ricorda che si fece buio su tutta la terra. E’ veramente buio intorno a noi per la morte del carissimo Francesco, deceduto in seguito ad un grave incidente stradale, mentre era impegnato nel suo generoso servizio alla sicurezza e alla pace.
In questo momento c’è il dolore indescrivibile dei familiari: il papà, la mamma, la sposa, i bambini di Francesco, a cui rivolgo la vicinanza affettuosa e la fraterna riconoscenza della nostra famiglia militare.
C’è la sofferenza degli altri feriti, a cui rivolgiamo il nostro pensiero e la preghiera per una rapida guarigione; c’è lo sgomento del Comandante e dei colleghi delle Unità addestrative, cui vanno l’ammirazione e l’incoraggiamento per compiti vissuti dal Raggruppamento con entusiasmo e passione, sino al dono della vita.
In questa circostanza, poi, non possiamo nascondere la preoccupazione per le notizie di violenze subite in Afghanistan dai nostri militari, per gli attacchi e i feriti di queste ultime ore.
Stasera, dinanzi al buio della mente e del cuore, sentiamo tutti il bisogno di un grande silenzio, il silenzio del dolore e della preghiera, il silenzio del conforto e della consolazione divina.
O Dio, noi ti invochiamo in questo momento terribile che mette in crisi la nostra fede, facendo nascere il dubbio, il timore e persino la ribellione. Come credere in un Dio - Amore dinanzi ad una simile tragedia?
Contempliamo il volto del Crocifisso e riascoltiamo il suo grido di dolore, apparentemente disperato: «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?» In quel gesto di Gesù percepisco lo strazio del vostro animo e la domanda che prende la vostra intelligenza: perché è accaduta tale disgrazia. Vorrei che il perché della vostra mente sia immerso nel perché rivolto al Padre da Gesù, dove trova senso nella confidenza e nella fiducia di un Dio, amante della vita: «O Dio, da me non stare lontano, perché l’angoscia è vicina e nessuno mi aiuta» (Salmo 22). L’oscurità che ci avvolge deve aprirsi alla speranza, la sofferenza atroce dell’anima all’attesa della gloria futura.
Dinanzi alla morte di Francesco, il dolore insuperabile si può superare con la presenza di un Dio che si è trovato a morire per amore. Dio non risponde al nostro bisogno di spiegazioni, ma alla sete di eternità.
Chi segue Cristo rifiuta il ripiegamento su di sé, non disdegna la croce come segno dell’amore e del dono totale. Stiamo ben lontani da una certa cultura dell’effimero che vorrebbe far credere che per essere felici sia necessario rimuovere la croce! È importante avere dinanzi agli occhi la figura di Gesù, venuto per prendere su di se la nostra sofferenza e alleviare il dolore dell’umanità. E’ la missione dei nostri militari, che fanno crescere la solidarietà tra uomini e popoli, perché si sviluppi una sola famiglia umana nella concordia e nella solidarietà. Accanto ai militari ognuno è chiamato a fare la sua parte: le Istituzioni, ma anche il singolo cittadino che, con una vita onesta e rispettosa della persona e dei beni altrui, semina germi per una qualità di vita più serena e sicura. Le nostre Forze militari che lavorano per custodire la pace nel mondo devono avvertire il sostegno di una coscienza civica che collabora per evitare ogni sorta di sopruso e promuovere quei valori in cui la difesa della vita sia al primo posto. Di fronte all’evento luttuoso che ci ha colpito, necessita un’azione forte di difesa e salvaguardia della vita umana. Di qui un maggior senso di responsabilità verso il prossimo da parte degli automobilisti. La prudenza e il rispetto del codice della strada devono caratterizzare il nostro comportamento sulle strade.
Caro Francesco tu sei vivente in Cristo e resti in noi. Il tuo cuore, il tuo bene ci rendono più amici di prima. Sei stato sempre una persona che pensava più agli altri che a se stesso, che riusciva a comunicare con semplicità di vita e che si distingueva per quelle virtù proprie di ogni militare: l’amore di Patria, il coraggio, il senso del dovere, lo spirito di sacrificio. Abbiamo bisogno di persone - come Francesco e i nostri militari - che sono al servizio della Patria con amore.
Alle tue mani, o Signore, affidiamo il nostro fratello Francesco, accoglilo nella pace dei santi e donaci la forza di lottare contro ogni violenza e sopraffazione che oscura il nostro tempo.
E tu, o Madre che hai compreso e vissuto la passione di dolore e di amore del tuo Figlio, sostienici in questa prova.