Alla scuola del Crocifisso

Omelia per la S. Messa con la Benedizione dell'immagine della Vergine di Loreto - Trapani Birgi Aeroporto militare, 14 settembre 2010

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Carissimi.

«Dio ha talmente amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16).

Ci può essere un messaggio di amore più sbalorditivo? In questa espressione è riassunto tutto il Vangelo. Noi crediamo in un Dio che si è fatto vicino a noi nella persona di Gesù di Nazaret; in un Dio appassionato per la sua creatura, al punto da dare il suo Unigenito, perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Ave Crux, spes unica… canta l’odierna liturgia. Questo saluto sia sempre sulla bocca di tutti. La Croce è divenuta un albero di vita, perché insegna a vivere le responsabilità con fiducia e gioiosa gratuità.

Fissiamo l’immagine impressionante e storicamente unica del Crocifisso, centro della nostra fede e attraverso i suoi grandi occhi spalancati lasciamoci guardare e raggiungere dal suo infinito amore. 

Così scrive San Bernardo: «Lungi da me l’idea che ci sia, per me, altro vanto che nella croce del Signore mio Gesù Cristo (Gal 6, 14). La croce è la tua gloria, la croce è il tuo impero. Sulle tue spalle è il segno della sovranità (Is 9, 5). Chi porta la croce, porta la gloria. Perciò la croce, che fa paura agli infedeli, è per i fedeli più bella di tutti gli alberi del paradiso. Cristo ha forse temuto la croce? (…). Posso, Signore fare il giro del cielo e della terra, del mare e delle steppe, mai ti troverò se non sulla croce. Là, dormi, là, pasci il tuo gregge, là ti riposi al meriggio (Ct 1, 7). Su questa croce, colui che è unito al suo Signore canta con dolcezza: “Tu, Signore, sei mia difesa, tu sei mia gloria e sollevi il mio capo” (Sal 3, 4). Nessuno ti cerca, nessuno ti trova, se non sulla croce. O Croce di gloria, radicati in me, perché io sia trovato in te» (Meditazione sulla Passione VI, 13-15; PL 184, 747-752).

Chi non prende la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo: il legame con la persona di Cristo pone il discepolo sotto la legge della croce. Certo la sequela è gioia, ma prima c’è la croce ruvida e violenta da portare; quella che si abbatte indesiderata sulle spalle di ciascuno e disegna l’icona più comune di chi sceglie i sentieri faticosi del Calvario.

Mettere Dio al centro della vita non avviene a basso prezzo. Se pensiamo Dio soltanto con i nostri concetti umani, se lo immaginiamo come Colui che detiene al massimo grado la potenza, l’onore, la gloria, il diritto, siamo come la gente e i capi del racconto evangelico, che dicono: Dio non può rivelarsi nella morte di croce. Oppure rivolgendosi a lui lo invitano a scendere dalla croce per credere nel suo messaggio

C’è sempre una certa fatica a entrare nella passione, forse perché è troppo vera e ci mette a contatto con quegli aspetti di Dio che non conosciamo e che ci riempiono di timore.

Il Signore, anche oggi, chiama a conoscerlo, contemplando la Croce del suo Figlio. Cristo ha fatto tanti miracoli sul mare, sui ciechi, sui lebbrosi. Ma il miracolo nuovo è che questo Dio non fa un miracolo per sé, rimane in agonia, con le braccia aperte al Padre e al mondo.

In questo abbraccio universale, che raggiunge gli uomini di tutti i tempi, ci siamo anche noi. Anche tu sei nell’abbraccio dell’alleanza e della misericordia che supera il timore e la colpa. La vera onnipotenza è quella capace di annullarsi per amore, di accettare la morte per amore. Cristo ci sta davanti come l’uomo dei dolori, rigettato dagli uomini, percosso da Dio e umiliato. Lo vediamo come uno davanti al quale ci si copre la faccia, non ha né apparenza né bellezza, è scomparso il suo splendore per il nostro peccato. In questa condizione di annientamento, Egli rivela il più meraviglioso aspetto della sua bellezza. Cristo non può mai essere brutto; è bello sempre e tanto più quando pende, deforme, dalla croce, bello nel morire e bello nel risorgere, nel sepolcro e nella gloria del Padre. 

Volgiamo, dunque, lo sguardo a Colui che abbiamo trafitto. Tutti, in modi diversi, incontriamo il mistero della Croce; da essa siamo toccati e segnati. Volerla escludere dalla propria esistenza è come voler ignorare la realtà della condizione umana e il progetto della nostra salvezza. 

Forse la contemplazione del Crocifisso ci lascia anche perplessi. Ci sembra assurdo che qualcuno possa salvarci morendo; che possa darci la vita subendo una morte così violenta e infamante; che possa sostenere la nostra speranza, mentre la fa naufragare in coloro che avevano sperato in lui. 

Seguire Gesù è impegnativo e non può dipendere da entusiasmi e opportunismi. Se vuoi essere discepolo, guarda a Maria, impara da lei, dai suoi gesti, dalle sue parole, dai suoi silenzi, lasciati educare e formare da Lei, come fa ogni madre con i suoi figli. 

Aiutaci, Vergine di Loreto, ad essere docili all’opera dello Spirito Santo come lo fosti tu; aiutaci a diventare sempre più santi, discepoli innamorati del tuo Figlio Gesù. 

Madre degli uomini e dei popoli che conosci le nostre sofferenze e le nostre speranze, prendi sotto la tua protezione l’intera famiglia dell’Aeronautica. Sostieni e accompagna i nostri militari perché siano gioiosi e infaticabili seminatori di pace in ogni angolo dell’Italia e del mondo.

Amen.

 

Data Inizio:     Data Fine:

14/09/2010