La dimora terrena del Dio vivente

Omelia per la S. Messa in occasione della Consacrazione dell'altare e della nuova chiesa della Capitaneria di Porto - Genova, 25 marzo 2011

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Predicatore:

Carissimi, con profonda gioia celebro con voi la Solennità dell’Annunciazione. Saluto tutti con fraterno affetto, particolarmente l’amato mons. Gianni e gli ammiragli Brusco e Angrisano.       

Nel Vangelo di Luca, ora ascoltato, Maria appare donna di fede. Ella è chiamata a credere più alla promessa incredibile di Dio e alla potenza della sua Parola che all’evidenza della sua impotenza umana a realizzarla. La fede si fa strada in Maria attraverso un itinerario che va dal turbamento e dalla perplessità di fronte all’annuncio alla domanda che esprime la fede che interroga e cerca; infine avviene l’assenso, l’abbandono: «Ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola». 
La fede di Maria è quella di una donna che ascolta Dio e che si fa dimora arrivando a concepire Gesù nello spirito prima che nel corpo. E’ l’ascolto che crea il servo: come avviene del Servo del Signore, reso tale dal quotidiano ascolto della Parola di Dio (cfr. Is 50,4), così avviene di Maria, resa serva dalla sua accoglienza incondizionata della Parola. Ciò ricorda che nella vita cristiana è essenziale non fare dei servizi (in una prospettiva di efficacia ed efficienza), ma divenire dei servi (nella prospettiva della santità, della conversione del cuore).          

All’annuncio di Gesù, nostro Salvatore, anche noi possiamo, come Maria, rispondere: si compia. Ma si compia cosa? Avvenga in me la fede; possa io credere. Credere che da millenni Dio è in cerca dell’uomo; che Cristo è carne di questa nostra carne; che è qui, mite e possente energia, che è oltre, orizzonte e provvidenza, che ci chiama altrove e che in questa fede anche noi possiamo essere casa di Dio, ricchi di grazia. Anche noi possiamo sentirci dire: sii lieto, non temere, Cristo è con te.      

Chi ascolta la voce del Signore e acconsente alla grazia s’illumina. Finché la grazia non si è manifestata ai nostri occhi o finché non riusciamo ad afferrarla là dove essa si offre, possiamo acconsentire provvisoriamente solo a noi stessi, alle nostre forze, ai nostri progetti o a quelli degli altri.  

Quando, invece, la grazia di Dio si rivela agli occhi del nostro cuore, tutto diventa infinitamente più semplice e ci accorgiamo di essere veramente dinanzi a Dio, condotti con infinita dolcezza alla gioia più completa.    

Cari amici, cosa significa dedicare questa chiesa di fronte allo sguardo di Dio e degli uomini, se non compiere un umile e gioioso atto di fede, offerto dalla grazia di Dio?           

Come Maria, con l’Annunciazione, diventa dimora di Cristo sulla terra, così sacramentalmente questo spazio sacro accoglie, rivela e consegna a noi Cristo, Dio con gli uomini. Questo tempio ci aiuta a diventare persone sante, perché segno palpabile di Gesù, tempio che sostiene il peso del mondo, che mantiene la coesione della Chiesa e che raccoglie in unità la famiglia umana. Questo è il grande compito: mostrare a tutti che Dio è Dio di pace e non di violenza, di libertà e non di costrizione, di concordia e non discordia. In questo senso, credo che la dedicazione di questa chiesa in un’epoca nella quale l’uomo pretende di edificare la sua vita, come se Dio non avesse più niente da dirgli, è un avvenimento di grande significato.    

Nel consacrare il nostro tempio, tenendo presente che Cristo è il suo fondamento, presentiamo al mondo Dio amico degli uomini e invitiamo gli uomini a essere amici di Dio. Se l’uomo lascia entrare Dio nella sua vita e nel suo mondo, se lascia che Cristo viva nel suo cuore, non si pentirà, ma anzi sperimenterà la gioia di condividere la sua stessa vita, essendo destinatario del suo amore infinito.            

Di ciò la Vergine Santa è maestra. Ella è grande proprio perché non vuole rendere grande se stessa, ma Dio. Sa di contribuire alla salvezza del mondo non compiendo una sua opera, ma solo mettendosi a piena disposizione delle iniziative di Dio. È una donna di speranza: solo perché crede alle promesse di Dio e attende la salvezza di Israele, l’angelo può venire da lei e chiamarla al servizio decisivo di queste promesse (cfr. Benedetto XVI).            

Cari fratelli, supplico il Signore della nostra vita perchè da quest’altare, che ora verrà unto con olio santo e sopra il quale si consumerà il sacrificio d’amore di Cristo, sgorghi un fiume continuo di carità sulla bella famiglia marinara, sull’Italia e sul mondo intero.        

Viviamo oggi una giornata importante che corona gli sforzi, le fatiche, i sacrifici compiuti e concretizza il vostro impegno di comunità marinara, cristiana e matura, capace di avere una chiesa consacrata definitivamente al culto di Dio. Mi rallegro per la meta raggiunta e sono certo che essa favorirà l’aggregarsi e il crescere della famiglia del mare su questo territorio benedetto dal Signore. La Chiesa vuole essere presente in ogni ambiente dove la gente vive e lavora, con la testimonianza evangelica di cristiani coerenti e fedeli, ma anche con edifici che permettono di radunarsi per la preghiera e i Sacramenti, per la formazione cristiana e per stabilire rapporti di amicizia e fraternità, facendo crescere i fanciulli, i giovani, le famiglie e gli anziani in quello spirito di comunione che Cristo ha insegnato e di cui il mondo ha tanto bisogno.  Affido all’amorosa protezione di Maria Santissima, Stella del mare, tutti voi qui presenti e coloro che, con parole e opere, con il silenzio o la preghiera, hanno reso possibile questo miracolo del nuovo tempio.    

La Vergine presenti al suo divin Figlio le gioie e le sofferenze di coloro che giungeranno in futuro in questo luogo sacro, perché, come prega la Liturgia della dedicazione delle chiese, i poveri possano trovare misericordia, gli oppressi conseguire la vera libertà e tutti gli uomini rivestirsi della dignità di figli di Dio.            

Al Sacro Cuore di Gesù, alla Beata Vergine Maria, Stella del mare, a San Giuseppe, a San Francesco Maria da Caporosso affidiamo i nostri militari, perché li aiuti a essere fedeli discepoli del Cristo, partecipi della gloria nella Pasqua eterna del cielo. Amen. 

Data Inizio:     Data Fine:

25/03/2011