Il cristiano, sorgente di Risurrezione

Messaggio per la Pasqua 2011

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Carissimi,
Cristo è Risorto. Anzi, Cristo è il Risorto, nel quale si decide il presente e il futuro della storia. E’ l’alba del primo giorno dopo il riposo del sabato.     
La lieta notizia, sconcertante e inattesa, come lampo guizza da cuore a cuore: dall’angelo, alle donne, ai discepoli, all’umanità intera. Le generazioni la consegnano intatta alle generazioni, i secoli ai secoli, i paesi ai paesi sino a noi. Un’immensa speranza percorre la terra, non dobbiamo più temere, il Signore è sempre con noi.
Il dono della Pasqua è accogliere, nel caos quotidiano, un senso e offrire una meta alla vita. Gesù vittorioso sulla morte entra nella gloria di Dio e ci indica la strada, fissando il Padre che ci aspetta per il suo tenero ed eterno abbraccio.
Cristo è risorto. L’uomo non è più il mendicante disperato o il viandante deluso e impaurito, pronto ad aggrapparsi alle cose che lasciano il vuoto e dimentico di Qualcuno che riempie la vita. Non possiamo, perciò, essere vagabondi spensierati e capricciosi al seguito di illusori piaceri o lontani da noi stessi senza sapere per chi e perché vivere. Qualcosa è più importante del fare: conoscere i motivi profondi delle scelte, delle parole e dei gesti, senza essere individualisti, segnati dall’orgoglio e dalla presunzione che chiudono gli occhi e il cuore al dramma delle sofferenze altrui. Fare Pasqua è lasciarsi assimilare dallo Spirito al Risorto, manifestare uno stile pasquale, tessuto di opere giuste, guidato dall’osservanza ai comandamenti, ispirato dal bene comune. Sì, perché non c’è Pasqua senza fraternità. L’incontro con il Risorto diventa esperienza di fraternità. Alle donne che si recano al sepolcro viene offerto l’annuncio per i fratelli, con i quali il Risorto sarà assieme sino alla fine del mondo.
Vogliamo davvero seguire il Risorto? Permettiamogli di prolungare in noi la sua risurrezione. Egli, infatti, non è risorto una volta per tutte, ma glorioso nel cielo continua a essere risorgente nella storia di ciascuno. Io non sono risorto come Cristo, ma sono questa infinita possibilità. Nel profondo del mio essere avverto che tutto è grazia, forza divina e germe di novità, contagio di carità e spinta di santità, pur nel buio del dolore, del dubbio, della malattia e della morte.
Comprendo che la passione, inevitabile nei giorni della carne, mi trasforma da risorgente in risorto, plasmandomi nella sequela del Cristo che siede sul trono dell’Agnello: «se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio» (Col 3,1).
Cristo è Risorto. Non abbiate paura. Non dobbiamo temere gli errori, la stupidità, le colpe, la morte. Nulla turberà la gioia della Pasqua, perché il Signore è con noi. Tutti i giorni, Cristo palpita in ogni vivente, vicino o lontano, credente o indifferente. E’ questa consapevolezza che fa leggere correttamente la volontà di Dio, discernendo il bene dal male, la verità dalla menzogna, la pace dalla guerra, la grazia dal peccato, il Signore dal maligno. 
Celebriamo, dunque, la festa, aprendo l’animo a Cristo risuscitato perché ci rinnovi, perché elimini dal nostro animo il veleno del peccato e della morte e infonda la linfa vitale della vita divina. Cristo è veramente risorto: è il nucleo fondamentale della nostra professione di fede; è il grido di vittoria che tutti oggi ci unisce. E se Gesù è risorto, e dunque è vivo, chi mai potrà separarci da Lui? Chi mai potrà privarci del suo amore che ha vinto l’odio e ha sconfitto la morte?       
 L’annuncio della Pasqua si espanda nel mondo militare con il gioioso canto dell’Alleluia. Cantiamolo con le labbra, cantiamolo soprattutto con la vita, con uno stile di vita semplice, umile e ricco di opere buone.        
Cristo speranza nostra è risorto. È Lui la pace vera del mondo.

+ Vincenzo Pelvi
Arcivescovo

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