Santa Caterina da Siena: una vita per l'unità

Intervento in occasione dell'omaggio floreale al monumento di S. Caterina da Siena - Castel Sant'Angelo, 29 aprile 2011

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Carissimi,
nell’Udienza generale del 24 novembre scorso, Papa Benedetto ha tenuto una illuminante catechesi sulla nostra Caterina da Siena. Un ulteriore richiamo alla Santa, per il suo contributo e lo stimolo formidabile all’elaborazione di un pensiero politico e giuridico italiano, è stato fatto dal Santo Padre nel Messaggio al Presidente della Repubblica in occasione delle Celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia.       
Questi ultimi riferimenti del Magistero Pontificio ripropongono con immutata attualità la giovane mistica senese. E tre sembrano le idee fondamentali da offrire all’uomo di oggi: l’abbandono in Dio, la ricerca dell’unità e l’impegno per la pace.     
Pur vivendo in tempi torbidi – come ricordava Papa Paolo VI nel 1970 – Santa Caterina da Siena seppe coltivare la mitezza del cuore, attraverso l’ascolto contemplativo della Parola di Dio, in cui collocò tutta la sua fiducia. Ne ricavò una divina sapienza, non altrimenti giustificabile, non avendo avuto alcun maestro umano, così da diventare a sua volta efficace maestra di verità. L’impegno, poi, che la Santa dispiegò per la Chiesa e per il Papa fu straordinario. Quelli in cui visse erano gli anni laceranti del grande scisma d’Occidente, con la comunità cristiana divisa, ma la giovane Terziaria insegnava con fermezza ad amare l’unico e indivisibile Corpo mistico di Cristo e a rispettare il Papa come “il dolce Cristo in terra”.           
L’amore per l’unità, infine, spinse Caterina, pur nella sua fragilità fisica, a promuovere con ogni mezzo la concordia degli animi nelle città del suo tempo, segnate da divisioni e lotte intestine. All’Italia, la bellezza sarebbe stata restituita solo attraverso una “riconciliazione di pace e di quiete”, per la quale ella offrì la vita.     
Papa Benedetto richiamando il Venerabile Giovanni Paolo II che volle dichiarare Caterina compatrona d’Europa invita il vecchio Continente a non dimenticare mai le radici cristiane che sono alla base del suo cammino e continuare ad attingere dal Vangelo i valori fondamentali che assicurano la giustizia e la concordia.      
Anche se non mancano le delusioni per la lentezza del cammino, l’Europa, almeno da un punto di vista formale, esiste e la Chiesa cattolica affianca, sostiene, incoraggia ogni iniziativa volta a conseguire l’effettiva unione europea. Qualsiasi programma, qualsiasi piano di sviluppo sociale, economico, politico, culturale dell’Europa dovrà sempre mettere in primo piano l’uomo con la sua dignità e con i suoi diritti, fondamento indispensabile di un autentico progresso, perché non dobbiamo accettare il primato delle cose sulle persone cui ci porta l’attuale civiltà materialista.  
Dagli scritti della Santa si può trarre un trattato sul rispetto dei diritti umani finalizzato all’unione fra i popoli, unione che deve essere ottenuta mediante l’accordo e non imposta dalla violenza di un tiranno o dalla forza delle armi.  
Noi non coalizziamo degli Stati ma uniamo degli uomini, consapevoli che più che le leggi, sono gli uomini che faranno l’Europa unita.  

+Vincenzo Pelvi
Arcivescovo

Data Inizio: 29/04/2011     Data Fine:

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