Carissimi,
dopo aver annunciato la sua partenza, Gesù ha dato ai discepoli il comandamento dell’amore e ora chiede loro di aver fede e di non essere turbati (cfr. Gv 14,1). Di fronte a un distacco si prova dolore per la persona che se ne va, ma anche smarrimento e ansia per il futuro proprio e della propria comunità che era legata vitalmente alla presenza che ora non è più. La dipartita di Gesù mette in crisi la comunità dei discepoli. E il turbamento del cuore non riguarda solo la sfera emotiva e dei sentimenti, ma indica anche la paralisi della volontà e della capacità di prendere decisioni, l’annebbiamento dell’intelligenza e del discernimento.
L’addio pronunciato da Gesù, però, è anche una promessa: ad Deum. Il futuro, proprio e degli altri, è posto in Dio. Gesù, che ha sempre vissuto davanti a Dio e per Dio, vi pone anche il suo futuro che è anche il futuro di chi crede in lui (cfr. Gv 14,12). Infatti, il Figlio è nel Padre e il Padre è nel Figlio (cfr. Gv 14,10), e il discepolo che rimane nel Figlio (cfr. Gv 15,1-7), rimane anche nel Padre.
Gesù chiedendo di avere fede, spinge a trasformare la paura del nuovo e il terrore dell’abbandono nel coraggio di donarsi appoggiandosi sul Signore. Promettendo che va a preparare un posto per loro, mostra che non li sta abbandonando, ma sta inaugurando una fase nuova e diversa di relazione con loro.
Vi prenderò con me, perché siate dove sono io. Il “dovere” è il cuore del Padre celeste, che ha desiderio e nostalgia di noi, che non sa immaginarsi senza di noi e ci vuole con sé. Da questo luogo parte l’onda che viene a smuovere la storia.
Signore, non sappiamo dov’è, come ci si arriva? Gesù risponde: sono io la via. La strada per l’accesso a Dio è seguire Cristo, i suoi gesti, e le sue scelte. Io sono la verità, sono lo svelamento del volto di Dio e del volto dell’uomo. Io sono la vita. Più vangelo entra nella mia vita e più io sono vivo; il mistero dell’uomo si capisce solo nel mistero di Dio.
Mostraci il Padre e ci basta. Da tanto tempo sono con voi... C’è tristezza nelle parole di Gesù. Sento la sua delusione: da così tanti anni sei cristiano e ancora non mi conosci? Non lo conosco e neppure mi interessa quella nostalgia che mi fa cercare il suo volto.
«Non sia turbato il tuo cuore». Tu lo sai, o Signore, che sarebbe giunto anche per me il momento del turbamento. Per me e per tanti assieme a me. Come è possibile che ci siano tanto odio e vendetta? Tanta corruzione e indifferenza? Tanta fame di soldi e di potere? Tanta violenza e tanta prepotenza?
Gesù risponde al mio turbamento, assicurandomi che c’è un posto anche per me là dove è lui, un posto preparato a chi, nonostante il turbamento, persevera con lui nelle prove e nella bufera. Perché è lui la via, la verità e la vita; con lui si possono e si devono attraversare i cicloni della avidità e della sensualità senza limiti e i venti gelidi dell’ingiustizia.
Vogliono portarti per altre strade? Ricordati che lui è la via. Vogliono indicarti soluzioni più avanzate, più degne del nuovo millennio? Ricordati che lui è la verità. Vogliono insegnarti come vivere più intensamente e più liberamente? Ricordati che lui è la vita. Ricordati che con Gesù puoi iniziare una vita nuova, non facile, ma bella… Avvicinati con fede al Sacramento del perdono.
+Vincenzo Pelvi
Arcivescovo