Carissimi,
la fede non sopporta la disarmonia di chi loda il Signore con le labbra, ma non obbedisce al comandamento dell’amore che è vicinanza e aiuto ai fratelli. Dio Padre, nella sua provvidenza, ha destinato i beni della terra a tutti e a ciascuno chiede di adoperarsi perché tutti abbiano il necessario per vivere.
La preghiera: Dacci il pane quotidiano, non è solo riferibile al pane materiale, ma sicuramente non lo esclude. Il pane dell’altare e il pane della carità sono la persona stessa di Gesù, che si consegna agli uomini e coinvolge nel suo gesto d’amore al Padre e ai fratelli.
Dinanzi alla terribile siccità e miseria che coinvolge tanti popoli, in particolare la Somalia, l’Etiopia, il Kenya, Gibuti, l’Eritrea, il Sud Sudan, l’Uganda e la Tanzania, la verità cristiana deve animare concretamente la speranza di milioni d’uomini verso un futuro migliore di solidarietà e di pace. La fede è la legge del cuore che apre gli occhi e le mani sui bisogni degli oppressi della terra e degli sfruttati del mondo. Essa si racconta con le opere di carità, dentro stili di vita improntati a quella sobrietà quotidiana, che non è solo una virtù, ma è l’espressione della giustizia che non può tacere il dramma persistente della fame e della sete in un’epoca in cui abbiamo a disposizione gli strumenti per un’equa distribuzione dei beni e l’intelligenza per lottare contro il rischio latente dell’asservimento al denaro, radice di tutti i mali (cfr. 1 Tm 6,10).
Non possiamo accontentarci di buone parole o di commossi sentimenti e non affiancare alle missioni umanitarie di sicurezza e di pace, dove i nostri militari fanno del bene, sino al dono della vita, effettive azioni di soccorso e di sollievo per la denutrizione e il sottosviluppo di tante nazioni. Né dobbiamo rassegnarci alla fame che miete milioni di vittime tra i più deboli, specie donne e bambini, mentre popoli ricchi sono affetti da malattie metaboliche per iperalimentazione.
Il povero deve essere amato non perché suscita compassione, ma perché come persona è degna d’amore. Non è ammissibile restare in silenzio, stare a guardare questa tremenda e drammatica catastrofe e con subdolo egoismo portare l’attenzione alle problematiche attuali che investono l’economia globale. Dio si ama scarsamente, se lo si ignora nella sofferenza dell’uomo. L’esclusione di chi è debole e povero può equivalere all’esclusione di Cristo che bussa alla porta nelle vesti dell’affamato. Ho avuto fame… e non mi avete dato da mangiare: la parola del Vangelo ci spinge a metterci dalla parte degli ultimi, uscendo dai nostri gusci di sicurezza economica. Non siamo forse infastiditi dalle notizie sulla povertà, mentre legittimiamo nella vita forme, anche esasperate, di consumo e di ostentazione della ricchezza?
Sembra urgente qualificare la fede con l’intelligenza del dono, testimoniando a tutti i livelli (interpersonale, ecclesiale, sociale e civile) la dimensione della gratuità. Non si può più accettare passivamente la prospettiva di una società rovinata a tutti i livelli dal mercato, pensato non in funzione di elevazione complessiva del livello di umanità e socialità, ma come benessere privato da usare a vantaggio di pochi e a discapito di intere popolazioni.
Come Pastore della Chiesa Ordinariato militare vi invito a porre con umiltà segni di solidarietà, da non misurare in base all’efficacia umana, ma da proporre come coraggio di non conformarci alla mentalità di questo mondo. E’ mio desiderio esortarvi ad offrire quanto il Signore ispira al vostro cuore per aiutare tanti fratelli e sorelle che in questi giorni, nel Corno d’Africa, patiscono le drammatiche conseguenze della carestia, aggravate dalla guerra e dalla mancanza di solide istituzioni.
Le offerte possono essere inviate a Caritas Italiana, Via Aurelia 796 - 00165 Roma, utilizzando il conto corrente postale n. 347013 o mediante bonifico bancario su UniCredit Banca di Roma SpA, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 50 H 03002 05206 000011063119 specificando nella causale "Carestia Corno d’Africa 2011".
E’ anche possibile utilizzare i seguenti canali:
• Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban IT 19 W 03069 05092 100000000012
• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban IT 29 U 05018 03200 000000011113
• Carte di credito, telefonando a Caritas Italiana tel. 06.66177001, in orario d’ufficio.
Il Signore ci doni occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli; infonda in noi la luce della sua Parola per confortare gli affaticati e gli oppressi; faccia si che ci impegniamo realmente al servizio dei poveri e dei sofferenti.
+ Vincenzo Pelvi
Arcivescovo