Come gli angeli, creature dello Spirito

Omelia per la S. Messa in occasione delle Professioni solenni e 50° di consacrazione Figlie di San Camillo - Grottaferrata, 29 settembre 2008

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Predicatore:

Carissime nel Signore,

rivolgo un saluto grato alla Reverendissima Madre Generale che ringrazio per l’invito rivoltomi a nome di tutte voi. Unisco il canto di lode per il servizio delicato e prezioso che vivete e per l’impegno che ponete nell’affrontare le sfide che l’odierna cultura pone all’annuncio del vangelo, particolarmente verso l’uomo malato e sofferente.

La vita consacrata si è sempre caratterizzata per la sua sete di Dio, da ascoltare e amare con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze, prima di ogni altra persona e cosa. Non abbiate paura di presentarvi nelle azioni e nei pensieri, come persone che appartengono a Cristo, il tesoro nascosto per il quale avete lasciato tutto.

Siate creature dello Spirito e mostrate di parlare di «quello che avete udito, toccato e visto» (cfr. 1Gv 1,1-4), coltivando l’impegno di diventare guide spirituali per chi è smarrito ed incerto nel nostro tempo, perché il talento più prezioso del vostro animo è lo Spirito di Dio.

Ce lo ricorda la festa liturgica di oggi, dedicata ai santi Arcangeli, che vegliano non soltanto sulla Chiesa nel suo insieme, ma anche su ciascuno. Se quanto noi diciamo è conforme al pensiero divino e all’intenzione delle Scritture, gli angeli ne godono e pregano per noi. Si tratta di angeli che assistono i santi e si rallegrano nella Chiesa, angeli che noi non vediamo, perché il fango del peccato ci copre gli occhi, ma che vedono i consacrati, ai quali il Signore dice: «In verità, in verità vi dico: voi vedrete i cieli aperti e gli angeli di Dio che salgono e discendono sul Figlio dell’uomo» (Gv 1,51).

Come gli angeli, la religiosa è chiamata ad una esperienza forte e unica di Dio e conduce una vita che la segnala come concentrata su Dio, da lui ghermita e a sua totale disposizione.

Tale dimensione contemplativa si esprime nell’ascolto e nella meditazione della Parola di Dio, nella comunione della vita ivina che ci viene trasmessa dai sacramenti e in modo speciale nell’Eucaristia, nella preghiera liturgica e personale, nel costante desiderio e ricerca di Dio e della sua volontà negli eventi e nelle persone più bisognose.

Care sorelle, la Chiesa ha bisogno della vostra presenza, ha bisogno di una vita consacrata che affronti con coraggio e creatività le sfide del tempo per dare senso salvifico al dolore.

Di fronte all’edonismo, a voi è richiesta la coraggiosa testimonianza
della castità, come espressione di un cuore che conosce la bellezza e il prezzo dell’amore di Dio. Dinanzi alla sete di denaro, oggi ampiamente dominante, la vostra vita sobria e pronta al servizio dei più bisognosi ricorda che Dio è la ricchezza vera che non perisce. Davanti all’individualismo e al relativismo, che inducono le persone ad essere unica norma a se stesse, la vostra vita fraterna, capace di lasciarsi coordinare e quindi capace di obbedienza, conferma che voi ponete in Dio la vostra realizzazione. Parte costitutiva della vostra missione, infatti, è la vita comunitaria. Impegnandovi a realizzare comunità fraterne, voi mostrate che grazie al vangelo anche i rapporti umani possono cambiare, che l’amore non è un’utopia, ma anzi il segreto per costruire un mondo più fraterno e solidale.

Una santità, allora, la vostra, che avvolge di bagliore la vita ordinaria segnata dall’amore verginale, dalla povertà gioiosa e dall’obbedienza filiale, per correggere la pigrizia e dominare la tiepidezza davanti alle difficoltà. La scommessa sul futuro della vostra consacrazione si gioca sulla spiritualità della sofferenza, fondamento autentico di permanente rinnovamento. In questo santo proposito ci aiutino i santi angeli, nostri custodi.

Togliete, angeli del Signore, il velo dagli occhi del nostro cuore per renderci capaci di recepire la vostra silenziosa presenza nella nostra vita.

Siate guide sicure e amabili compagni lungo il quotidiano pellegrinaggio
terreno. Accendete in noi un vivo desiderio di contemplare il volto di colui che risplende nella sua beatitudine infinita.

La vostra protezione ci liberi dal male, il vostro consiglio ci suggerisca quanto giova alla vera vita, il vostro conforto ci sostenga perché, con il cuore colmo di dolcezza, nulla ci possa distogliere dal tendere incessantemente all’eterna dimora; e insegnateci ad essere gli uni per gli altri amabili compagni di viaggio.

La Vergine Santa, Regina degli angeli e modello di vita consacrata, Salus infirmorum, vi accompagni e vi sostenga perché possiate essere per tutti segno profetico del Regno dei cieli. Io vi assicuro il ricordo nella preghiera e di cuore benedico voi e tutti gli ammalati e i sofferenti.

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