Soffrire la verità

Omelia per la S. Messa d'inizio anno formativo - Seminario, 1 ottobre 2008

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Carissimi,

i discepoli, nel vangelo ora ascoltato, domandano a Gesù: «Chi è il più grande?» (Mt 18,1). All’amore per il Maestro lì presente si sostituisce l’attenzione al proprio io. Un bisogno di competizione, di potere, di immagine, quasi per sentirsi dire chi è il più bravo, intelligente e capace.

La santa di oggi, che assume nel suo nome di religiosa Teresa del Bambino Gesù e del Santo Volto l’annientamento dell’Incarnazione e quello della Passione, la piccolezza del Bambino di Betlemme e lo svuotamento di Cristo sulla Croce, ha un altro metro di misura: servire amando e amare per essere sempre più serva. Sì, perché il servire è la punta più alta dell’amore: «La mia vocazione è l’amore. Voglio essere l’amore nel cuore della Chiesa, che è la mia madre».

Nel brano di Marco, Gesù tira fuori un bambino dalla logica degli adulti e lo rende modello per entrare nel Regno. Il bambino è il vangelo della vita, ha bisogno di ricevere per esistere. Così è Teresa: con il cuore spalancato a Dio e con le mani aperte per donare ciò che senza alcun merito ottiene. Ella può affrontare il futuro con instancabile fiducia, convinta che quel fanciullo interiore che è in lei sia la guida, la piccola via della gioia e della salvezza. Fare semplicemente ciò che è da fare al momento, dare spazio all’amore nelle piccole cose del quotidiano, allontanando la menzogna in tutte le forme che essa può assumere nel cristianesimo, di inautenticità e di compromesso. Il destino di Teresa è di dover vivere, in vita e dopo morte, fraintesa, di dover combattere contro lo spirito del tempo, di liberarsi con tutte le forze dall’ipocrisia, pur non potendo né volendo staccarsi dal proprio ambiente. La sua vita diventa una lotta contro lo spirito maligno ma la piccolezza di una tenera radice apre la strada alla verità attraverso rocce insormontabili. Per Teresa la verità è la manifestazione della parola di Dio nella propria esistenza, offerta di tutte le proprie verità nell’obbedienza all’unica verità della volontà di Dio presente nella vita di ognuno.

Teresa soffre la verità, anzi è convinta di ricevere nel dolore la conferma della verità della sua vita «ho desiderato di soffrire molto per il buon Dio e continuo pur sempre a desiderarlo. Bisogna esserci dentro per capire cosa significhi». Dio prende sul serio l’amore dei suoi santi per la verità. Ella, perciò, vive attratta verso la patria luminosa e insieme è lacerata dalle nebbie che la circondano e penetrano nella sua anima.

Facciamo nostra la sua invocazione: «Attiraci, Gesù, nel fuoco del tuo amore; uniscici a te così strettamente che in noi viva e gioisca tu stesso».

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