Cari fedeli,
il Vangelo ora ascoltato riferisce della presenza di Maria, Vergine Fedele, dove sta Gesù. Il messaggio è abbastanza chiaro: il Signore è presente dinanzi a ogni uomo; alla persona umana viene aperta la via per presentarsi a Lui.
Fare la sua volontà significa superare l’angusto limite delle proprie visuali per mettersi a sua disposizione con l’inventiva del bene, così che quello che Egli vuole, sia voluto in noi, da noi, con noi. Lasciarsi educare da Dio significa lasciar fare a Dio, riconoscendo di essere una sua “grazia” con un solo desiderio: «Sia fatta la tua volontà» (Mt 6,10).
Qual è la volontà divina se non pensare secondo il pensiero di Dio e manifestare la sua misericordia verso i più deboli? Chi si dona e si prodiga in questo modo interpella la coscienza di ciascuno di noi perché si diffonda una cultura dell’amore per la vita, per le gioie e le sofferenze che essa offre e rende possibili.
Che società è quella che chiama la vita “un inferno” e la morte “una liberazione”? Che società è la nostra dove si conosce il prezzo di tutte le cose e il valore di nessuna? (cfr. O. Wilde). Dov’è il punto di origine di una ragione impazzita capace di ribaltare bene e male, anzi di considerare il male come bene e, quindi, incapace di dare alle cose il vero loro nome? La cosa più grave del nostro tempo è impedire all’uomo di prendersi cura dell’altro, ostacolando addirittura l’esercizio di quella innata bontà che è riflesso della volontà divina.
Imparare a vivere per una ragione che è più potente della vita stessa; una passione per l’altro uomo, per il suo valore infinito: ecco la vocazione dell’Arma dei Carabinieri. La vita – cari amici – non è un accessorio da usare o distruggere a piacimento, ma un cammino di crescita e di ricerca, per accettare anche le paure, compresa quella della sofferenza, nella certezza che, in esse ed attraverso di esse, si costruisce faticosamente un mondo nuovo, inaugurato dalla redenzione del Crocifisso.
Certo, la paura fa parte della condizione umana e ogni esistenza è attraversata da conflitti interiori ed esterni, che mettono a dura prova la nostra capacità di resistenza. Penso alle difficoltà di rapporto con gli altri e al conseguente stato di solitudine, alle frustrazioni personali che accompagnano i processi di crescita individuali e collettivi e, più profondamente, all’orizzonte della morte. Come pure al diffondersi di un senso di fragilità, che sembra diventare un tratto caratteristico della coscienza umana. Il crollo di attese, fondate sul progresso o sul benessere, finisce per rinchiudere l’uomo in se stesso, spingendolo verso l’isolamento e la rinuncia o verso forme di irrazionalità incontrollata, che spesso sfociano nella violenza o nel rifiuto della vita.
Oggi l’uomo ha paura di se stesso, ha paura dell’altro che viene istintivamente considerato come rivale e nemico. La stessa insicurezza soggettiva rende difficile la relazione interpersonale: alla spontaneità si sostituisce la programmazione, alla franchezza il calcolo. L’esistenza è mistero che coinvolge tutti e dobbiamo fare ogni cosa per limitare il dolore, se possibile sconfiggerlo, ma sempre amando e sostenendo la vita che lo comprende. Se prendiamo a scusa la sofferenza per eliminare la vita, determiniamo la vittoria del male sull’uomo e sulla sua libertà.
Voi, cari Carabinieri, continuate, perciò, con il vostro generoso esempio a suscitare tra la gente il senso della disponibilità e dell’attesa, della gratuità, forma di quell’aiuto concreto che continua a darsi, senza condizioni, in modo inalterabile. Come potrebbe, infatti, la bontà essere parsimoniosa, economica, ragionevole? E ricordate che la vita umana rimane sempre, in qualunque condizione fisica e morale, il bene fondamentale, prezioso e indisponibile che Dio consegna a ciascuno e del quale noi tutti siamo custodi e servitori responsabili, non padroni.
Vergine fedele, fa’ scendere sui nostri Carabinieri e sulle loro famiglie una benedizione di speranza sulle nostre paure; una benedizione sugli anni che passano, sulle tenerezze negate, sulle solitudini patite, sulle malattie del corpo e dello spirito, sul nostro piccolo o grande egoismo, che ci insidia ma non potrà rubarci la bellezza della vita, il calore degli affetti e non rovinerà ciò che nella fatica e nel sudore stiamo generando per il bene comune in Patria e in altre nazioni.
Vergine fedele, custodisci la vita dei nostri Carabinieri, soprattutto là dove l’esistenza langue ed è prossima al pericolo. La tua materna protezione li accompagni dove vivono, dove sono soccorritori e guaritori dal male che è la violenza e l’illegalità. Vergine fedele, ricorda ai nostri Carabinieri che il mondo è un immenso pianto ma anche un immenso parto. E ciascuno deve essere portatore di coerenza e rinnovata energia per liberare la storia dall’iniquità e dall’ingiustizia.
Cari Carabinieri vi aiuti la Vergine fedele ad abitare la terra con lo sguardo rivolto al cielo. Allora la vostra fatica quotidiana bella e difficile diventerà ricca di coraggio in ogni lotta verso una vita che più non muore.