Carissimi Marinai e familiari,
con profonda commozione e rinnovata lode al Signore celebriamo la festa di santa Barbara, patrona della Marina Militare. Quanto mai attuale la parola evangelica di oggi… La crudele e insensata violenza in India, in Iraq, in Afghanistan, in Nigeria, già da mesi teatro di ripetuti episodi di intolleranza rivolti in particolare contro le minoranze cristiane, sottolineano l’importanza del dialogo tra le culture. Diverse sono le cause e le circostanze di quei tragici avvenimenti, ma comuni devono essere l’orrore e la deplorazione per l’esplosione di tanta brutalità. Chi non sa cosa sia la paura, lo sbandamento, l’incertezza, la sensazione che tutto frani? Tutti sentiamo l’esigenza di punti fermi di ancoraggio. Ed ecco la parola, sempre nuova e rasserenante, di Gesù: la roccia che sola può garantire stabilità è lui. Se costruiamo su Cristo la storia possiamo sfidare il tempo e le tempeste. Gesù cammina davanti ai suoi e domanda a ciascuno di fare quanto lui stesso ha fatto. «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9,23). Queste parole esprimono la radicalità di una scelta che non ammette indugi e ripensamenti. Non ci sono più strade, ma una soltanto: quella percorsa dal Maestro. Al discepolo non è consentito di inventarne un’altra. Eppure ci ostiniamo a costruire le nostre certezze sulle sabbie mobili del si dice, così pensa la gente, si è sempre fatto così? Rischiamo di dare più ascolto alle tante parole che ci circondano, alle opinioni, alle grida, ai mormorii che all’unica Parola che salva. Di qui la ricerca di un nuovo ordine internazionale e di una convivenza pacifica fra popoli e culture: una sfida per la grande famiglia del mare. Il mare è una via necessaria per costruire insieme un mondo di pace, caratterizzato soprattutto dal dialogo. Ma cosa è il dialogo? È la ricerca di comprensione fra due soggetti, con ’aiuto della ragione, che suppone un linguaggio comune e misurato, onestà nella presentazione del proprio punto di vista e volontà di fare
tutto il ossibile per capire le ragioni dell’altro. Comprendiamo,
così, co e nell’incontro interreligioso, il dialogo non è tanto fra
le religio i quanto fra credenti che condividono le gioie e le prove quotidiane, in vista del benessere degli uni e degli altri. Penso alla collaborazione tra credenti di religioni differenti che collaborano per aiutare chi vive in solitudine, malattia o povertà, specie in occasione di grandi catastrofi naturali. Il dialogo, allora, non solo è necessario, ha un’urgenza sociale e una valenza etica e morale. Di questo voi, Marinai, siete ambasciatori privilegiati. Ogni religione non è una categoria astratta, è fatta di persone che hanno speranze e sofferenze, che vivono anche nel cuore delle nostre città, che desiderano integrarsi, anch’esse protagoniste di un’Europa che ritorni alle sue radici cristiane, aperte agli altri continenti. Per noi cattolici, perciò, dialogare con gli altri credenti è un’esperienza spirituale che non ha nulla di mediatico o propagandistico, perché comporta l’approfondimento della identità battesimale e una testimonianza coraggiosa che non nasconde mai il dono della fede. Con l’invito: «Seguimi – Gesù ripete a ciascuno – condividi la mia vita e le mie scelte, spendi insieme con me la tua vita per amore dei fratelli». «Quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma poi perde o rovina se stesso?» (Lc 9,24-25). Con la verità delle sue parole, che suonano dure, ma riempiono il cuore di pace, Gesù ci svela il segreto ella vita autentica.
Cari amici della Marina Militare non abbiate paura di camminare sulla strada che il Signore per primo ha percorso. Se lascerete operare in voi la grazia di Dio, se non verrete meno alla serietà del vostro impegno quotidiano, farete di questo secolo un tempo migliore per tutti. È iniziato, da qualche giorno, l’Avvento che prepara il Natale; Dio ci dona il suo tempo, perché viene a noi con la sua Parola e i sacramenti di salvezza e diventa vita della nostra vita. «Sforziamoci, fratelli – ricorda un teologo del Medioevo –, di penetrare nella casa del nostro cuore, affrettiamoci ad aprirne le finestre, a tirar giù le ragnatele con l’abbassamento dell’esaltazione, a spazzare il giardino con la confessione delle colpe, a mettere i tendaggi alle pareti con l’esercizio delle virtù, a preparare il convito con la lettura e la meditazione della Sacra Scrittura» (Ugo di San Vittore). La Vergine Maria, Stella del mare, ci guidi al Natale del suo Figlio, Gesù Redentore nostro. Amen.