Carissimi Carabinieri e familiari,
con profonda riconoscenza verso il Signore e rinnovata gioia celebriamo la festa di Maria “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma dei Carabinieri.
Insieme ai vostri cappellani, accogliete il mio fraterno saluto di ossequio, di stima e di ammirazione. Nei vostri volti, in questa basilica, vedo presenti tutti i Carabinieri del nostro Paese, impegnati con grande dedizione e professionalità nel loro dovere di ordine e sicurezza, pagando un alto contributo di generosità e di sacrificio per il bene di tutti.
Nel vangelo, Gesù ricordava che chi fa la volontà di Dio è suo fratello, sorella e madre, quasi ad indicare che i rapporti interpersonali, particolarmente i legami affettivi e familiari, nascono e sono sostenuti dalla fedeltà di Dio. Voi siete l’Arma della fedeltà.
Ma cosa è la fedeltà se non tenere in piedi e dare forma a quelli che noi proclamiamo valori assoluti, quali, ad esempio, la vita e la famiglia? Senza fedeltà non esiste storia comune e soprattutto non esiste responsabilità. L’irresponsabile, infatti, non sarà mai fedele, anche perché la fedeltà avviene nell’amore, si accompagna alla gratitudine ed esige il coraggio e la capacità di resistere nelle prove e nelle difficoltà.
La fedeltà non si può ridurre ad una norma giuridica, perché mette in gioco il cuore della persona, nel quale è radicata la vocazione al “per sempre”. Annullare il “per sempre” vuol dire toccare le radici profonde della convivenza umana, progettare, forse, il disordine come futuro.
Sull'ultimo numero di Famiglia Cristiana leggevo i risultati di un rapporto Eures «Finché vita non vi separi»: negli ultimi dieci anni le separazioni sono cresciute del 59% e i divorzi del 66,8%. Assistiamo, purtroppo, al diffondersi di visioni distorte e quanto mai pericolose, alimentate da ideologie relativistiche, pervasivamente diffuse dai media. In realtà, per il bene dello Stato e della società è di fondamentale importanza tutelare la famiglia fondata sul matrimonio, inteso come atto che sancisce il reciproco impegno pubblicamente espresso e regolato, l’assunzione piena di responsabilità verso l’altro e i figli, la titolarità di diritti e doveri come nucleo sociale primario su cui si fonda la vita della Nazione.
Se viene meno la convinzione che in nessun modo si può equiparare la famiglia fondata sul matrimonio ad altre forme di aggregazione affettiva, è minacciata la stessa struttura sociale e il suo fondamento giuridico. Lo sviluppo armonico e il progresso di un popolo dipendono in larga misura dalla sua capacità di investire sulla famiglia, garantendo a livello legislativo, sociale e culturale la piena ed effettiva realizzazione delle sue funzioni e dei suoi compiti.
Carissimi, la Virgo Fidelis, madre di ogni famiglia, ci conceda di essere sempre più fedeli alla santa volontà di Dio su di noi, sui nostri cari, sul nostro lavoro. Ella accompagni «la nostra vigilanza», consigli «il nostro dire», animi «la nostra azione», sostenti «il nostro sacrificio», infiammi «la devozione nostra».
E conceda alla nostra Patria di vivere con umile fierezza la fedeltà alla propria storia intessuta di vangelo, centrata sulla famiglia, rispettosa della sacralità della vita umana, alimentata dal lavoro e dal sacrificio di ciascuno per la serenità di tutti.