Sull'altare, che è Cristo, offriamo la terra che abitiamo

Omelia per la S. Messa in occasione della Dedicazione della chiesa e Consacrazione dell'altare - Scuola Sottufficiali M.M. (La Maddalena), 27 aprile 2009

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Carissimi,

con profonda emozione mi unisco alla vostra preghiera in questo giorno in cui celebriamo la Dedicazione della chiesa e la consacrazione dell’altare. Ringrazio di cuore le autorità presenti, particolarmente il Comandante e il carissimo don Pietro Paolo, vostro Cappellano.

La liturgia della Dedicazione è antichissima, ha le sue origini nella Bibbia, in particolare nella dedicazione del Tempio di Gerusalemme. E come quella Dedicazione divenne occasione per ricordare le vicende del popolo d’Israele, così noi siamo invitati a fare memoria della storia meravigliosa di questa comunità cristiana e lodare il Signore per le donne e gli uomini della Marina Militare.

Gesù è il vero tempio, colui che unisce a sé i figli di Dio dispersi sulla terra. E anche noi, con la Dedicazione della nostra Chiesa, desideriamo essere uniti nell’amore vicendevole.

Al centro di questo tempio, poi, c’è l’altare, cuore della celebrazione liturgica, memoriale del sacrificio della croce, mensa del pane della Parola e del pasto eucaristico, simbolo del sepolto lasciato vuoto dal Risorto, primizia di quell’altare dove, nella gloria futura, canteremo la misericordia del nostro Dio per l’eternità.

Questo altare è simbolo di Gesù Cristo, presente qui come sacerdote, altare e vittima, che intercede eternamente per noi. Nella liturgia della Chiesa, e soprattutto nel sacrificio della  Messa consumato sugli altari del mondo, egli invita tutti, membra del suo mistico Corpo, a condividere la sua oblazione, offrendo in unione con lui, i nostri quotidiani sacrifici per la salvezza del mondo. Perché si consacra l’altare? Per ricordare che noi pure con il Battesimo siamo consacrati, messi a parte per testimoniare il vangelo. Tuttavia, spesso, ci ritroviamo immersi in un mondo che vorrebbe mettere Dio da parte. Nel nome della libertà umana, il nome di Dio viene taciuto, la religione è ridotta a devozione personale, la vita cristiana ad una questione di semplice sentimento. Eppure la fede insegna che in Cristo Gesù, parola incarnata, giungiamo a comprendere la grandezza della nostra stessa umanità, il mistero della nostra vita sulla terra ed il sublime destino che ci attende in cielo. Laddove Dio viene dimenticato, il mondo viene sminuito, e l’uomo perde il proprio significato ultimo. Comprendiamo, allora, carissimi che il rito della consacrazione dell’altare richiama quella trasformazione battesimale alla quale ciascuno di noi è chiamato. Dall’aspersione dell’acqua, dalla proclamazione della Parola di Dio, dall’invocazione di tutti i Santi, fino alla preghiera di consacrazione, all’unzione e al lavacro dell’altare, al suo essere rivestito di bianco e addobbato di luce: questi segni ci invitano a rivivere la nostra consacrazione nel Battesimo, a respingere il peccato e le sue false attrattive e a bere sempre più profondamente alla sorgente vivificante della grazia di Dio. Certamente è molto bello e suggestivo stare qui, raccolti attorno a questo altare, poiché se l’altare è Gesù, in qualche modo, abbiamo la sicurezza di stare con lui.

Ma, a conclusione di questa celebrazione, dobbiamo tornare alla vita di tutti i giorni, ai problemi di sempre. Prendiamo, allora, il coraggio di uscire da questo tempio, dedicato alla nostra patrona, con l’impegno convinto di incontrare Gesù soprattutto nel povero, nel carcerato, nel sofferente, in tutte le persone che incontriamo. Davvero il tempio è casa di Dio sulla terra, questo altare è il trono dell’Agnello. Continuate ad essere la meravigliosa famiglia militare che gusta nella contemplazione del Mistero eucaristico il silenzio della lode e scopre nell’inedito fascino di questa chiesa la presenza di Cristo, Redentore del mondo.

Ti prego, o Signore,
perché tu quotidianamente custodisca questa casa,
questo altare che oggi ti viene dedicato,
questi fedeli: pietre spirituali,
in ciascuna delle quali ti viene consacrato un tempio vivente.
E ricevi nella tua divina misericordia
le preghiere che i tuoi servi ti rivolgeranno in questo luogo.
Sia per te come profumo di santità ogni sacrificio
che in questo tempio ti verrà offerto
con integra fede e devota sollecitudine.
E mentre guardi quella Vittima di salvezza,
per la quale è cancellato tutto il peccato di questo mondo,
rivolgi il tuo sguardo anche su questi figli
e proteggili con il tuo incessante aiuto,
perché siano per te vittime gradite a Cristo Signore.
E degnati di conservare integri e irreprensibili il loro spirito,
la loro anima e il loro corpo,
fino al giorno del Signore nostro, il tuo Figlio grande.
S. Ambrogio

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