Nel mondo militare per una cultura della vita

Messaggio ai Cappellani militari per la Giornata Nazionale della donazione e trapianti d'organi - Roma, 10 maggio 2009

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Carissimi,

sono a portare a vostra conoscenza l’iniziativa concordata tra il Ministero della Difesa e il Ministero della Salute per la realizzazione di una campagna di informazione e promozione della cultura della donazione e trapianto degli organi, tessuti e cellule tra il personale delle Forze Armate.

A riguardo, l’insegnamento morale della Chiesa, nel rispetto della scienza e soprattutto nell’ascolto della legge di Dio, a null’altro mira che al bene integrale dell’uomo. In questa luce i trapianti sono una grande conquista della scienza a servizio dell’uomo e non sono pochi coloro che ai nostri giorni sopravvivono grazie al trapianto di un organo. La medicina dei trapianti si rivela, pertanto, strumento prezioso nel raggiungimento della prima finalità dell’arte medica, il servizio alla vita umana. Per questo, nella lettera Enciclica Evangelium vitae di Giovanni Paolo II, si ricorda che, tra i gesti che concorrono ad alimentare un’autentica cultura della vita, «merita un particolare apprezzamento la donazione di organi compiuta in forme eticamente accettabili, per offrire una possibilità di salute e perfino di vita a malati talvolta privi di speranza».

Tuttavia, come accade in ogni conquista umana, anche questo settore della scienza medica, mentre offre speranza di salute e di vita a tanti, non manca di presentare alcuni punti critici, che richiedono di essere esaminati alla luce di un’attenta riflessione antropologica ed etica.

Il criterio fondamentale di valutazione, infatti, risiede nella difesa e promozione del bene integrale della persona umana, secondo la sua peculiare dignità. A tal proposito, vale la pena di ricordare che ogni intervento medico sulla persona umana è sottoposto a dei limiti che non si riducono all’eventuale impossibilità tecnica di realizzazione, ma sono legati al rispetto della stessa natura umana intesa nel suo significato integrale. Ciò che è tecnicamente possibile, non è per ciò stesso moralmente ammissibile.

Un accento, poi, è da porre sul fatto che ogni intervento di trapianto d’organo ha generalmente all’origine una decisione di grande valore etico: la decisione di offrire, senza ricompensa, una parte del proprio corpo, per la salute ed il benessere di un’altra persona. La nobiltà del gesto si configura come un autentico atto d’amore. Si dona qualcosa di sé, dal momento che «in forza della sua unione sostanziale con un’anima spirituale, il corpo umano non può essere considerato solo come un complesso di tessuti, organi e funzioni…, ma è parte costitutiva della persona, che attraverso di esso si manifesta e si esprime» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Donum vitae, 3).

Di conseguenza, ogni prassi tendente a commercializzare gli organi umani o a considerarli come unità di scambio o di vendita, risulta moralmente inaccettabile, poiché, attraverso un utilizzo oggettuale del corpo, viola la stessa dignità della persona.

«Nessuno ha amore più grande di chi dà la vita per i propri amici» (Gv 15,13). Perciò il dono degli organi non rappresenta soltanto una liceità etica ma può costituire un impellente bisogno di amore, una doverosa testimonianza di solidarietà che ovviamente esclude sete di lucro, interessi ambigui, rischi insensati.

Di qui la cultura del dono e la logica evangelica dell’amore che offrono spessore morale e forza motivazionale a una nuova cultura della vita e della donazione degli organi. Occorre seminare nei cuori dei nostri militari, ed in particolare dei giovani, motivazioni vere e profonde che spingano a vivere nella carità che si esprime anche attraverso la scelta di donare i propri organi.

In occasione della Giornata Nazionale donazione e trapianti d’organi vi invito ad informare e sensibilizzare nei modi che riterrete pastoralmente più opportuni le nostre Forze Armate promuovendo un’autentica cultura del dono e della solidarietà. Il Signore illumini l’impegno di ciascuno e lo orienti a servire il vero progresso umano. Accompagno questo augurio con la mia preghiera. Tutti benedico di cuore.

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