Devo fermarmi da te

Meditazione per la celebrazione della Riconciliazione - Lourdes, 15 maggio 2009

Luogo:

Predicatore:

Carissimi,

abbiamo ora ascoltato il brano del vangelo che narra la conversione di Zaccheo. Come a lui, anche a ciascuno di noi, Gesù rivolge lo sguardo amorevole e compassionevole e, chiamandoci per nome, vuole fermarsi a casa nostra, cioè essere presente nella nostra vita.

Assieme cerchiamo seriamente il bene, la giustizia, la verità e desideriamo la serenità oltre la precarietà del limite e la complessità dell’esistere. Come fare?

Gesù di Nazareth si presenta a noi, non fisicamente come a Zaccheo, ma è reso visibile nel sacramento della Confessione. Oggi la salvezza entra nella casa della tua storia, delle tue gioie e dei tuoi dolori, dei tuoi fallimenti e dei tuoi progetti.

Per Cristo, Salvatore dell’uomo, questo non è un giorno del calendario, ma il pomeriggio della salvezza, dove ti è proposta la potenza dell’amicizia divina, il coraggio di rileggerti interiormente alla luce dei comandamenti e tornare a Dio con tutto te stesso.

Ascoltiamo quella voce che interroga e inquieta: devo fermarmi da te! Un incontro che non è desiderio (vorrei fermarmi), bensì il progetto di amore che dall’eterno ti segue e ti insegue, anche nel tempo del peccato. Non a caso sei a Lourdes. Qui Cristo deve incontrarti e tu potrai accoglierlo. Deve rimanere, dimorare, abitare, fermarsi a casa tua: è la volontà del Padre celeste che ha mandato il suo Figlio a redimerci.

La casa non è spazio, pareti, tetto… è la tua vita con quella ricchezza di affetti e delusioni, di relazioni deboli e forti che sono la carne della tua carne.

Scendiamo dalle altezze dei sicomori, che sono le nostre presunzioni e banalità, e cogliamo l’occasione del perdono, un dono offerto che rischiara la mente e conforta i cuori.

Scocca per noi l’ora della salvezza, ciò che era perduto diventa tesoro della vita e tutti coloro che esistono per noi e con noi si riempiono di festa. I sentimenti sono purificati, le decisioni giuste portate a compimento, le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove (cfr. 2Cor 5,17).

La Confessione che ora celebriamo porta la primavera di un mondo nuovo che nasce dalla Croce di Cristo. Ci viene offerta una inaudita possibilità di diventare giustizia di Dio; non lasciamola passare inutilmente.

Oggi non è vero che non cambia niente nella nostra vita: cambia tutto. La riconciliazione con Dio cambia il nostro modo di pensare e di agire, di trattare la natura, di entrare in rapporto con gli altri, di gestire il potere o il denaro o l’uso delle cose e rendere il mondo degno di stare davanti a lui.

Nessuno può meritarsi Gesù Cristo. È grazia, perciò, accogliere la riconciliazione e mettere dentro ai nostri cuori delle grandi forze di speranza e di amore, risvegliandoci dalla pigrizia, dalle nostre indifferenze, spingendoci con forza verso un futuro degno del nostro impegno e del progetto di Dio.

Oggi è venuta la salvezza: non lasciamola passare invano. Facciamo sì che la misericordia di Dio si incontri con la nostra miseria nel sacramento della Riconciliazione per rinascere a vita nuova ed essere costruttori di un mondo pienamente rappacificato.

Data Inizio:     Data Fine:

Riferimenti

Immagini