Ave, piena di grazia
L’angelo, nel salutare la Vergine, non la chiama Maria per nome, ma semplicemente «piena di grazia» o «ricolmata di grazia».
Maria è colei che è cara a Dio, colui che esiste per noi; in altre parole, è grazia. Come lei possiamo far nostre le parole dell’Apostolo: «Per grazia di Dio sono quello che sono» (1Cor 15,10). Dio non ci ha dato solo il suo favore, ma tutto se stesso nel proprio Figlio. Il Signore è veramente con noi!
Questa riscoperta della grazia contiene un appello quanto mai personale e urgente alla conversione: «Vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio» (2Cor 6,1). Si può, infatti, accogliere invano la grazia di Dio, cioè lasciarla cadere nel vuoto, ed è terribile. Questo avviene quando non la si coltiva, di modo che essa possa produrre i suoi frutti che sono le virtù.
Dobbiamo, perciò, concepire un sano senso di timore e tremore davanti alla responsabilità che crea la grazia di Dio in noi. Non solo custodirla, ma coltivarla, farla crescere, perché si può crescere in grazia.
«Per grazia di Dio sono quello che sono e la sua grazia in me non è stata vana» (1Cor 15,10).
Preghiamo
Ti prego, o Vergine Santa, che io abbia Gesù da quello Spirito dal quale tu stessa hai generato Gesù. Riceva l’anima mia Gesù per opera di quello Spirito per il quale la tua carne ha concepito lo stesso Gesù. Che io ami Gesù in quello stesso Spirito nel quale tu lo adori come Signore e lo contempli come Figlio.
Beata colei che ha creduto
Il racconto della Visitazione è strettamente legato a quello dell’Annunciazione, in quanto diventa la verifica del “segno” dato dall’angelo a Maria. Il sussulto del Battista nel grembo della madre rappresenta l’esultanza gioiosa del popolo per la venuta del Redentore. La salvezza che la Vergine porta nel segreto della propria maternità è il frutto della sua fede nella Parola del Signore.
Maria viene a visitarci portando Gesù nascosto in lei, per aiutarci nelle necessità più urgenti e più quotidiane. Forse non ci abbiamo mai pensato. Ci visita spesso, tutti i giorni. Il senso più profondo e vero di tale mistero è il fatto delle visite innumerevoli, semplicissime, personalissime, tutte per noi, che Maria moltiplica nella nostra vita a ogni momento e difficoltà.
Beata te, Maria, non perché in te è generato il Cristo, non perché tu sei la prescelta o la favorita da Dio, ma perché hai creduto. Tutti possiamo accedere a questa beatitudine, tutti possiamo credere che la Parola di Dio si incarna, si adempie, sommuove le profondità dell’essere, fa esultare quanti l’accolgono. La Parola di Dio si adempia, ancora la profezia si
incarni: il Signore viene con forza e tenerezza ad abbracciare la vita e a muovere di esultanza la storia, a indirizzarla verso il suo cuore.
Preghiamo
Signore, che ti sei fatto nostro fratello e fin dal grembo verginale di Maria hai comunicato con gioia la salvezza al tuo Precursore nell’incontro della visitazione di Maria ad Elisabetta, fa’ che anche noi, sull’esempio di tante persone aperte ad accogliere i tuoi doni, possiamo esultare di gioia nello Spirito ogni qualvolta accostiamo la tua Parola di vita.
Come Maria, fa’ che vediamo in Gesù, il nostro Salvatore, che rivela il vero volto del Padre e dell’uomo e impariamo a portare nel mondo la novità del Vangelo.
...
Leggi il testo completo nell'allegato