Nelle periferie delle metropoli ci sono migliaia di bambini senza alcuna tenerezza. Ma è sufficiente alloggiare i bambini bisognosi, nutrirli, insegnare loro a leggere e a scrivere se non si riesce ad accoglierli, ospitarli nella profondità dell’animo, proteggerli, amarli? L’infanzia ha bisogno soprattutto di una presenza amica.
L’Associazione Punto cuore ha un carisma affascinante, aperto a giovani desiderosi di mettersi alla scuola dei piccoli e capaci di offrire la loro testimonianza di amore, disponibili a lasciare le proprie comodità per vivere accanto a bambini in difficoltà, menti entusiaste, convinte di una vita di preghiera costante e seria in seno alla comunità, improntata al perdono e alla benevolenza reciproca.
Era l’inizio del 1998 quando, da pro-Vicario generale della Diocesi di Napoli, accompagnai Padre Thierry de Roucy, nei quartieri di Ponticelli, Scampia e Rione Salicelle. Il fondatore del Punto cuore, dopo l’incontro con i ragazzi di Afragola, esclamò: «Questo luogo è benedetto dal Signore». Tra le città italiane, Napoli risultava quella in cui il Punto cuore poteva essere meglio compreso. Diventava, così, possibile vivere la realtà del territorio a contatto con oltre diecimila persone povere, sole ed emarginate, in palazzi freddi e anonimi, con nuclei familiari numerosi... Sono tante le mamme in attesa, perché si crede e si ama la famiglia, nonostante situazioni di degrado. Qui è di moda l’artigianato: imbianchini, idraulici, muratori e meccanici di auto, persone che raccolgono cartoni o rivendono mobili usati mentre molte donne prestano il loro servizio di baby-sitter al centro di Napoli. Alla mancanza di strutture commerciali e di negozi suppliscono venditori ambulanti con carretti e ciclomotori, attorno a cui si affollano casalinghe in cerca di risparmio. A scuola si desidera andare, ma essa viene disertata per aiutare in famiglia e… poi, le spese per i libri non si possono sostenere.
Da allora al Rione Salicelle centinaia di ragazzi, pur mancando di parchi e palestre, hanno occhi sorridenti, orizzonti di speranza e parlano il linguaggio della gioia.
Le Salicelle? Uno spazio umano, dove sprigiona dalla povertà il gusto dell’essenziale e dalle lacrime la festa della compagnia. Ogni giorno bambini e di ragazzi affollano la struttura parrocchiale del Rosario e, di sera, giovani e adulti si aggregano, discutono e pregano, come famiglia.
Il Punto cuore è per gli abitanti come il fratello e il sindaco, l’amico e il padre, il medico e l’insegnante, ma soprattutto il segno palpabile di Gesù a cui dare la mano e ritrovarsi insieme l’uno aggrappato alla mano dell’altro. La gente è felice per questa esperienza di vita cristiana, che sta seminando la pastorale del cuore, orientata ad annunciare il vangelo della compassione. Gesù, in verità, non disdegna di toccare, attraverso i suoi amici, gli occhi di tanti uomini e donne delle Salicelle, come fece per il cieco nato. Quel fango ormai è lo strumento divino per lasciar splendere la fraternità umana in una terra che è già gloria di Dio.