Sinodo - Documenti Sinodali

L'Evangelizzazione

    • 1. La Chiesa Ordinariato Militare, consapevole che il Regno di Dio le si è fatto più vicino attraverso la grazia dell'esperienza sinodale1, sente di essere chiamata a perfetta conversione accogliendo con fede e con totale disponibilità il Vangelo efficace e potente2, "potenza di Dio per la salvezza"3, "capace di condurre alla fede"4, di operare liberazione e salvezza, di creare comunità.
    • 2. Essa ha coscienza che per iniziativa divina è consacrata al servizio del Vangelo5 a lei affidato6 per portarlo, quale parola vivente, ai militari, ai loro familiari e in tutte le caserme: adempiendo questa missione rende culto gradito a Dio7.
    • 3. Comprende, inoltre, che Vangelo e apostolato sono legati da intima relazione8: si impegna perciò, a fare tutto per il Vangelo9 considerando l'apostolato non solo come concetto portante della propria dottrina ed ecclesiologia, ma come essenziale alla sua missione evangelizzatrice.
    • 4. La nostra Chiesa, fedele alla missione, sente il dovere di evangelizzare, e "guai se non lo facesse"10. Affinché possa compiere questo servizio, chiama tutti ad essere comunità evangelizzatrice e con discernimento considera le componenti essenziali dell'evangelizzazione:
      • - la pre-evangelizzazione
      • - il messaggio e la sua efficacia
      • - il soggetto evangelizzante
      • - l'evangelizzazione
      • - nuova evangelizzazione e catechesi
      • - chiesa ordinariato militare profetica
  • La Pre-Evangelizzazione
    • 5. La Chiesa Ordinariato Militare, consapevole che la Parola di Dio è definitivamente vittoriosa, prende atto con serenità ed impegno della condizione di scristianizzazione del nostro popolo, verificabile in special modo attraverso i numerosi giovani militari che da ogni parte d'Italia giungono nelle caserme.
    • 6. Si riconosce perciò "in stato di missione" e, affinché la sua opera evangelizzatrice sia efficace, compie la scelta necessaria e prioritaria di una pre-evangelizzazione per suscitare, nella potenza di Dio, la fede che verrà alimentata con l'evangelizzazione.
    • 7. D'altra parte, se consideriamo come paradigma di ogni evangelizzazione la parabola del seminatore evangelico11, risulta evidente come la maggior fatica del seminatore non sia quella di spargere il seme della Parola, ma quella di preparare il terreno dei cuori.
    • 8. La pre-evangelizzazione non è dunque, dimensione accessoria dell'evangelizzazione, legata a contingenze storiche: è dimensione essenziale. Non è mai esistita né mai esisterà nella Chiesa un'evangelizzazione efficace che non sia preceduta ed accompagnata da un inserimento, graduale e rispettoso, negli usi e costumi dei destinatari dell'annuncio che il Regno di Dio si è fatto vicino all'uomo e, soprattutto, non sia accompagnata da opere di carità che lo rendano credibile: "Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il Regno di Dio"12.
    • 9. La Chiesa Ordinariato Militare propone come elementi essenziali di pre-evangelizzazione la sua presenza e testimonianza evangelica di Chiesa che prepara e opera per l'evangelizzazione. Infatti, "il messaggio della salvezza, per manifestare dinanzi agli uomini la sua forza di verità e di irradiamento, deve essere autenticato dalla testimonianza di vita dei cristiani"13. E ancora: "La testimonianza della vita cristiana e le opere buone compiute con spirito soprannaturale hanno la forza di attirare gli uomini alla fede e a Dio"14. La nostra Chiesa si impegna perciò ad offrire l'esempio, la trasparenza e la credibilità di vita cristiana specialmente nella carità e nella povertà, nel rispetto della vita e della dignità umana, nell'affermazione della giustizia, nell'amore ai poveri, nell'impegno per la pace. Sente anche necessari l'attenzione, l'ascolto, il dialogo e quindi, la conoscenza delle persone, degli ambienti e della loro cultura, la condivisione e le opere di misericordia.
    • 10. Per quanto possibile, la Chiesa Ordinariato Militare si propone di dedicare intelligente, prudente e rispettosa attenzione alla cultura militare, ai metodi e sistemi didattici, ai principi e contenuti ispiratori - filosofici e ideologici, teorici e pratici - della dottrina e della prassi militare, nei molteplici livelli: addestrativi, operativi, di Scuole specialistiche, di Accademie, di Scuole di Applicazione, di Scuole di Guerra, di Centri Alti Studi per la Difesa.
    • 11. La Chiesa Ordinariato Militare, attraverso una più profonda conoscenza della realtà in cui opera e sempre rispettosa per le scelte sul piano personale, vuole adempiere fedelmente il compito istituzionale del suo servizio alle Forze Armate, "istituito per integrare, secondo i principi della religione cattolica, la formazione spirituale delle Forze Armate stesse"15: sono principi di dignità e promozione umana, di verità e di libertà, di giustizia e di solidarietà, di carità e di pace. Sono invocati dalla coscienza umana a livello universale, trovano risposta nella dottrina cattolica e nella sua attenzione all'uomo.
    • 12. Pur conoscendo difficoltà e tenendo presente esperienze passate, questo Sinodo, con una precisa lettura delle Norme di principio16 e del Regolamento di disciplina militare17, vede possibile ed auspica da parte delle competenti autorità l'inserimento durante l'orario di servizio, di corsi promozionali umani ed etico formativi, unitamente ad altre possibili e nuove iniziative.
  • Il Messaggio e la sua Efficacia
    • 13. Dio non ha mai cessato di parlare all'uomo e di far giungere a lui il suo messaggio: anche nella tragedia del peccato originale, il primo lieto annunzio di salvezza, il "protovangelo", assicurò la vittoria definitiva sul demonio e sul peccato18.
    • 14. "Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio"19, che ha inviato per noi "Salvatore e Redentore, fatto uomo per opera dello Spirito Santo e nato dalla Vergine Maria"20. Egli è il Verbo eterno del Padre21 e sua Parola vivente; Egli stesso, Figlio di Dio, è Vangelo22. La sua nascita è annunziata come Vangelo23.
    • 15. I contenuti dell'annunzio del Vangelo sono da Gesù stesso enunciati nella sinagoga di Nazareth quando rivela, per la prima volta, la sua missione: gioia per i poveri, liberazione per i prigionieri, luce per i ciechi, libertà per gli oppressi, tempi nuovi di misericordia e di grazia24.
    • 16. All'inizio del suo ministero in Galilea, Gesù predica il Vangelo di Dio: "Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo"25. Gesù, con i suoi prodigi, manifesta presente il Regno di Dio26.
    • 17. L'evangelizzazione apostolica ripropone gli stessi contenuti della predicazione compiuta da Gesù facendo della sua morte e risurrezione e dell'esperienza che la Chiesa ha di questo evento, il cuore di tutto l'annunzio. Gli Apostoli lo vedono risorto, lo toccano, dialogano e mangiano con lui27.
    • 18. Con la potenza dello Spirito Santo, il giorno stesso di Pentecoste, la risurrezione di Cristo diviene l'argomento principale della predicazione di Pietro28; la gioia di questo evento viene ugualmente predicata e testimoniata dagli altri Apostoli.
    • 19. Alla luce della risurrezione gli Apostoli e le comunità ecclesiali riconsiderano tutta la rivelazione e sperimentano l'efficacia di quanto vedono e annunziano: l'adempimento in Cristo di tutte le promesse divine29; la forza di Dio per la salvezza30; la grazia del perdono e il dono dello Spirito Santo31; la pace per mezzo di Cristo32; la sua insondabile ricchezza33; il Vangelo che giunge ovunque, porta frutto e si sviluppa34; la forza di salvezza nella morte e risurrezione di Cristo35. Il Vangelo diviene così rivelazione di un grande mistero: l'amore di Dio ci rende figli adottivi e redenti36, con grazia sovrabbondante, nella signoria e sovranità di Cristo, capo di tutta la creazione37.
    • 20. La nostra Chiesa si pone nella vitale e mai interrotta Tradizione cristiana: per evangelizzare i suoi fedeli trae da questa fonte e fa proprie la sua spiritualità e dottrina.
  • Il Soggetto Evangelizzante
    • 21. La Chiesa Ordinariato Militare è soggetto evangelizzante. L'evangelizzazione costituisce la sua identità più profonda, la sua vocazione e missione essenziale. Essa esiste per evangelizzare, vale a dire per predicare e insegnare, essere il canale del dono della grazia, riconciliare i peccatori con Dio, perpetuare il Sacrificio del Cristo.38
    • 22. La Chiesa Ordinariato Militare compie questo mandato nella consapevolezza che lo Spirito Santo è il principio ispiratore sia dell'azione evangelizzatrice che di quanti sono chiamati a compierla39.
    • 23. La nostra Chiesa ha coscienza di adempiere a questo dovere in ogni sua azione: per questo sente di essere chiamata ad attivare tutti i carismi e i ministeri di cui è dotata dallo Spirito secondo la loro specificità ed organicità40. Essa è impegnata affinché in special modo i militari e le persone che vivono nella loro casa ricevano l'annuncio evangelico e diventino comunità di salvezza, resa a sua volta evangelizzatrice con l'abbondanza dei carismi, dei doni e dei ministeri di cui è dotata dallo Spirito Santo. Questo Sinodo auspica un crescente numero di famiglie disposte a realizzare un simile ideale.
    • 24. Primo responsabile dell'evangelizzazione nella nostra Chiesa è l'Arcivescovo Ordinario Militare, in quanto primo testimone della risurrezione di Cristo e del suo Vangelo.
    • 25. Per suo mandato i cappellani militari evangelizzano con spirito di servizio e con autorità, non a titolo personale, ma come ministri di Cristo e in nome della Chiesa. Arcivescovo e cappellani sanno che "prima loro missione è annunziare la parola di salvezza seguendo il mandato del Signore: 'Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura'41, e in tal modo costituire e incrementare il Popolo di Dio"42.
    • 26. I cappellani militari, anche a costo di sacrifici, siano predicatori fedeli e generosi della Parola di Dio, con intelligenza ai segni dei tempi, con amore soprannaturale verso tutti, specialmente verso i giovani militari. "Diano il primato alla testimonianza della vita che fa scoprire la potenza dell'amore di Dio e rende persuasiva la sua Parola"43.
    • 27. Questa vocazione e missione costituiscono "un tratto della nostra identità che nessun dubbio dovrebbe mai incrinare, nessuna obiezione mai eclissare: come pastori siamo stati scelti dalla misericordia del Sovrano Pastore44, nonostante la nostra insufficienza, per proclamare con autorità la Parola di Dio, per radunare il Popolo di Dio, per animare incessantemente questa comunità raccolta attorno al Cristo secondo la sua più intima vocazione"45.
    • 28. Strettamente collegata all'azione evangelizzatrice dell'Arcivescovo Ordinario Militare, dei cappellani, dei sacerdoti collaboratori e dei diaconi è la presenza testimoniante ed efficace dei religiosi e delle religiose, parte eletta della nostra Chiesa46: con i carismi propri della loro vita religiosa siano tra noi esempio e fermento di fede.
    • 29. Degna di gratitudine e di lode è la particolare missione evangelizzatrice ed umanitaria delle suore, dei medici, delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana negli ospedali militari, e dell'Associazione PASFA.
    • 30. Nella Chiesa, ogni cristiano - non solo sacerdote, diacono o religioso - ma anche cristiano laico militare, è soggetto attivo della missione evangelizzatrice47: evangelizzato e reso idoneo a questa missione, a sua volta evangelizza. "Qui è la prova della verità, la pietra di paragone dell'evangelizzazione: è impensabile che un uomo abbia accolto la Parola e si sia dato al Regno, senza diventare uno che a sua volta testimonia e annunzia"48.
    • 31. L'esperienza di vita militare che implica, per quasi tutte le ore del giorno, condivisione - specialmente da parte dei giovani, degli effettivi e del quadro permanente - presenta per ogni militare cristiano una preziosa occasione per trasmettere il Vangelo di Cristo anche ai fratelli più lontani. In tal modo, i militari diventano apostoli di altri militari, secondo l'insegnamento della Chiesa49. Particolarmente in occasione del suo primo Sinodo, la nostra Chiesa li sostiene nella loro opera, li loda e benedice, fa affidamento sulla loro sempre crescente collaborazione.
    • 32. Tali evangelizzatori, con l'amicizia - e più ancora con la forza della loro fede - spesso avvicinano alla Chiesa e al cappellano i propri compagni, a volte non ancora battezzati o, addirittura, non credenti.
    • 33. Direttamente o su segnalazione dei cappellani militari, l'Arcivescovo Ordinario Militare può conferire il ministero del lettorato e affida l'incarico di catechista sia a militari che a civili idonei.
    • 34. Tutti gli evangelizzatori ordinati, istituiti o di fatto, ricerchino la verità e, posseduti dalla Parola di Dio, adempiano a questo difficile ministero confidando nella grazia del Signore e preparandosi con la preghiera, con lo studio e con le buone opere.
    • 35. La santità personale resti la meta obbligatoria di ogni evangelizzatore. Ciò nonostante, Dio può agire anche per opera di uno strumento indegno, in quanto è sempre Dio che opera e non la santità soggettiva di chi annuncia, per quanto grande essa sia50.
    • 36. Con fedeltà, sempre e dovunque si predichi la totalità dell'annuncio cristiano, anche se non ancora realizzato nella propria vita: la santità soggettiva del predicatore rimane sempre subordinata alla santità oggettiva del messaggio51.
    • 37. Non manchi mai il conforto di sentire Cristo presente nella missione evangelizzatrice; infatti, quando i suoi inviati annunziano il Vangelo52 e fanno tutto per il Vangelo,53 sentono di essere sostenuti "con potenza e con Spirito Santo"54.
  • l'Evangelizzazione
    • 38. Questo Sinodo riconosce ed apprezza l'azione evangelizzatrice che moltissimi cappellani militari e semplici fedeli hanno compiuto, in guerra o in pace, come ministri e apostoli di Cristo.
    • 39. Affinché questo divino mandato sia adempiuto sempre più efficacemente, la Chiesa Ordinariato Militare, nella grazia di questo suo cammino sinodale, intende rileggere, con riferimento alla realtà militare, la Parola di Dio; verificare l'efficacia della propria azione e organizzare una nuova evangelizzazione.
    • 40. I militari sono, insieme a Gesù, protagonisti di alcuni avvenimenti evangelici: Gesù incontra un centurione, esaudisce la sua preghiera e loda la sua fede55; ai piedi della croce, il centurione lo riconosce e lo proclama Figlio di Dio56. Questi avvenimenti hanno però come protagonista una singola persona. L'unica testimonianza biblica di una prima comunità militare cristiana la troviamo negli Atti degli Apostoli ai capitoli 10-11.
    • 41. Il luogo biblico che la nostra Chiesa avverte quasi fondante la sua missione è l'evangelizzazione che Pietro compie nella casa del centurione Cornelio e, nella luce della rivelazione accolta con fede e docilità, lo indica quale modello di militare ben disposto ad accogliere e a vivere il Vangelo.
    • 42. Egli, "pio e timorato di Dio"57, ripudia l'idolatria; cerca Dio con cuore sincero vivendo alla sua presenza. Pratica la giustizia e fa elemosina; ama e tratta con pari dignità ogni persona; onora l'autorità.
    • 43. Ricerca ed accoglie l'apostolo Pietro che gli porta l'annuncio di salvezza e, docile all'ascolto della Parola di Dio, si abbandona totalmente alla volontà divina credendo pienamente a Cristo.
    • 44. Riceve e vive il Battesimo e, chiedendo insieme alla sua comunità familiare e militare di essere confermato nella fede e nella carità, si dispone a ricevere il dono dello Spirito Santo.
    • 45. Anche dal comportamento di Pietro la nostra Chiesa trae alcune indicazioni per la propria opera evangelizzatrice. Egli è attento ai segni dei tempi, ascolta con docilità la voce di Dio e, vincendo i pregiudizi, si rende disponibile e accogliente verso tutti.
    • 46. Predispone e annunzia il Vangelo e con autentica testimonianza porta a tutti l'annunzio che Gesù Cristo è risorto e in lui risorto tutta la vita risorge.
    • 47. Sa scoprire in ogni persona l'immagine di Dio e la gloria divina che in loro risplende; apprezza i doni, i carismi e i ministeri. Rigenera nei sacramenti; riconcilia con Dio proponendo, quale modello, la vita nuova in Cristo.
    • 48. Alla luce di queste pagine degli Atti degli Apostoli la Chiesa Ordinariato Militare si verifica, assume nuovi impegni e responsabilità crescenti. Con l'evangelizzazione si edifica e intende manifestarsi come nuova Chiesa di Pietro e di Cornelio58.
    • 49. Chiesa che nella propria realtà militare continua il mistero dell'incarnazione di Cristo, della sua passione, della sua crocifissione e morte per testimoniare con la forza dello Spirito e insieme a tutte le Chiese, che Cristo è davvero risorto.
    • 50. Chiesa che unita a Pietro, al Papa e al proprio Arcivescovo sente l'urgente chiamata a rinnovarsi nella fede, nella speranza e nella carità, per compiere con potenza divina la sua missione evangelizzatrice.
  • La Catechesi
    • 51. "Tra catechesi ed evangelizzazione non c'è né separazione o opposizione e nemmeno un'identità pura e semplice, ma esistono stretti rapporti di integrazione e reciproca complementarità. La catechesi è un momento di tutto il processo di evangelizzazione"59. Insieme all'evangelizzazione, intimamente collegata ad essa, la Chiesa Ordinariato Militare sente che "la catechesi è un suo dovere sacro e un suo diritto imprescrittibile"60. Dovere derivante dall'imperativo che Cristo stesso ha rivolto alla sua Chiesa. Diritto, nella prospettiva teologica, perché ogni battezzato in virtù del suo Battesimo deve ricevere dalla Chiesa una formazione che gli permetta di raggiungere la pienezza della vita cristiana. Diritto, nella prospettiva dei diritti dell'uomo, perché ogni persona umana deve avere la possibilità di cercare la verità religiosa e di aderirvi liberamente61.
    • 52. La Chiesa Ordinariato Militare attingendo alle fonti della Rivelazione, al Magistero, alla Liturgia, propone ai militari e alle loro famiglie un'adeguata catechesi per una conoscenza sempre più profonda del mistero di Cristo e per attuare un'esperienza intima di comunione con lui nella piena adesione alla sua Persona.
    • 53. Questa autentica catechesi perciò, "è incessantemente richiesta per una vivida e attiva diffusione della Parola di Dio, per la conoscenza più approfondita della persona e del messaggio salvifico di nostro Signore Gesù Cristo e consiste nell'ordinata e progressiva educazione della fede, unita ad un continuo processo di maturazione della fede medesima"62.
    • 54. Con fedeltà alla dottrina cattolica questo Sinodo ribadisce tre aspetti importanti che meritano, ai nostri giorni, una particolare attenzione: l'integrità del contenuto e l'equilibrio espositivo e di linguaggio; la dimensione ecumenica; la presentazione oggettiva della verità cattolica63.
    • 55. La catechesi sia, con fede ed intelligenza, adattata ai giovani militari e al loro servizio, evidenziandone la generosità, il sacrificio, la giustizia e la carità, la promozione della dignità umana, la pace tra le nazioni: si curi cioè di portare la forza del Vangelo nel cuore della vita militare, ministero di sicurezza e di libertà.
    • 56. Nella sua azione pastorale il cappellano militare ricorra alla collaborazione di catechisti, autentici educatori nella fede64, accompagnandoli nella loro completa adesione alla fede, educandoli ad una fedele comunicazione del messaggio di salvezza, sviluppando in loro l'atteggiamento spirituale di discepoli e missionari65.
    • 57. È auspicabile che, in tempo breve, la Chiesa Ordinariato Militare provveda a dotarsi di un suo testo di catechesi adattato alla particolare situazione della vita militare.
  • Destinatari dell'Evangelizzazione e della Catechesi: Militari e loro Famiglie
    • 58. La persona umana, nella piena verità della sua esistenza - quindi in questa particolare condizione di militare - nella sua dimensione personale e sociale - nella famiglia, nella società, nella propria nazione o popolo, nell'ambito dell'intera umanità - è la prima strada che la Chiesa deve percorrere nell'adempimento della propria missione. L'uomo è la prima e fondamentale via della Chiesa, via tracciata da Cristo stesso, via che immutabilmente passa attraverso il mistero dell'incarnazione e della redenzione66.
    • 59. La Chiesa Ordinariato Militare sente perciò doverosa la sua presenza in ogni luogo dove il militare esercita la sua professione per essere solidale con lui. Condivide le stesse situazioni, affronta con lui le medesime difficoltà cercando di rendere la vita militare conforme alla dignità umana67. La nostra Chiesa è accanto al militare per sostenerlo e motivarlo nella sua missione, comunicandogli il lieto annunzio della salvezza.
    • 60. Oltre al personale del Quadro Permanente, la gran parte delle persone militari affidate alle cure pastorali della Chiesa Ordinariato Militare è costituita dai giovani, sia volontari che di leva, capaci sia di gesti generosi ed eroici, che di scelte folli e disperate; giovani animati da ideali di speranza o totalmente demotivati.
    • 61. Chi entra nelle caserme si porta il carico della propria esperienza familiare, civile, ecclesiale e culturale. Si offra loro piena comprensione e disponibilità per compensare le carenze che potrebbero sussistere nella loro personalità: a volte si dovrà completare una formazione umana, altre si dovrà ricostruire l'uomo e rigenerarlo nella misericordia.
    • 62. In questa situazione si registra da parte dei giovani militari, anche del Quadro Permanente, una crescente richiesta di ricevere il sacramento della Confermazione o anche, per la prima volta, dell'Eucaristia. Spesso inoltre, viene richiesta una preparazione al sacramento del Matrimonio.
    • 63. Verso le persone che in numero sempre crescente chiedono di diventare cristiani ricevendo il Battesimo, sono necessari sollecitudine, amore misericordioso e paziente: bisogna che nella loro vita, quanto più possibile, si formi pienamente Cristo68, sia accolto interamente, senza riserve e con gioia.
    • 64. Il cammino di catechesi, di spiritualità e di preghiera, di partecipazione alla vita comunitaria e di buone opere, sia graduale ma sempre completo, anche se, a causa dei tempi ristretti, necessariamente celere. Tutto si compia nella totale fedeltà alla dottrina cattolica, senza divagazioni peregrine e devianti, in modo essenziale e incisivo.
    • 65. La Chiesa Ordinariato Militare si prende cura in particolar modo delle famiglie e intende rivolgere loro ogni sollecitudine perché risuoni sempre nella loro vita la parola evangelizzatrice. Con le famiglie dei militari vuol condividere le gioie, le preoccupazioni, le difficoltà e i disagi anche molto gravi, in special modo quelli a motivo di trasferimenti, per sistemazione di casa, per gravi infermità, per servizi che comportano gravose lontananze e per quell'insieme di sacrifici che, richiesti dal servizio militare, sono condivisi dai familiari.
    • 66. Questo Sinodo apprezza i sacrifici che le famiglie affrontano, assicura loro solidarietà ed esprime gratitudine. Al tempo stesso rivolge loro la parola del Vangelo che corrobora, dona serenità e gioia.
    • 67. Le famiglie dei militari, destinatarie privilegiate dell'azione evangelizzatrice, si rendano disponibili e idonee a compiere esse stesse la missione di portare l'annuncio della gioia. I genitori non si dimentichino di essere i primi educatori della fede dei loro figli e che la loro famiglia, Chiesa domestica, è la cellula fondamentale di quella più grande dei figli di Dio.
  • Momenti e modi per l'Evangelizzazione e per la Catechesi
    • 68. La preparazione ai sacramenti, in particolare alla Confermazione e, a volte, all'Eucaristia, costituisce il luogo più impegnativo di evangelizzazione e di catechesi per i nostri militari. La preparazione al Matrimonio rappresenta poi un nuovo momento di evangelizzazione e di grazia: queste occasioni vengano utilizzate con particolare responsabilità.
    • 69. La predicazione domenicale è luogo privilegiato di evangelizzazione: si compia questo nobilissimo ministero con fedeltà e piena responsabilità. L'omelia sia preparata con la lettura e la meditazione dei testi biblici, sia sostenuta dalla preghiera, sia appropriata e riservata ai ministri ordinati69. Dal testo sacro proclami le meravigliose opere di Dio, illustri i misteri di Cristo e formi i fedeli secondo le norme della vita cristiana70.
    • 70. La celebrazione del "Precetto pasquale", al termine di un cammino quaresimale nutrito dall'ascolto della Parola di Dio, dalla preghiera, da opere di carità e di penitenza, offre l'opportunità di annunciare con gioia il mistero pasquale di Cristo, morto e risorto per la nostra salvezza. In occasione di questa celebrazione pasquale, la comunità cristiana si senta più direttamente chiamata a testimoniare nella vita il mistero che celebra nella fede.
    • 71. Altre circostanze di evangelizzazione sono offerte nelle ricorrenze dei Santi Patroni: siano momenti dignitosi dove traspaia la fede e la devozione della nostra Chiesa. La vita dei Santi venga sempre rapportata alla vita e al mistero di Cristo.
    • 72. I pellegrinaggi sono una necessaria conseguenza dell'essere pellegrini sulla terra. Finora si sono avuti pellegrinaggi militari a Lourdes con frutti incalcolabili di grazia. A questi se ne aggiungono altri a Roma, in Terra Santa, a Fatima, a Loreto, a Pompei, ad Assisi o in altri significativi luoghi di spiritualità. Ogni pellegrinaggio conservi la sua autenticità di ricerca e di progresso spirituale.
    • 73. I cappellani militari sono esortati ad impegnarsi efficacemente affinché il pellegrinaggio conservi una spiritualità propria, sia occasione di autentica evangelizzazione e non di evasione.
    • 74. I ritiri spirituali, specialmente prima della celebrazione del sacramento della Confermazione, si sono rivelati provvidenziali. Secondo le antiche tradizioni cristiane, non si tralasci mai l'annuncio kerigmatico: si riproponga cioè, in modo sintetico ed incisivo, tutto il mistero cristiano.
    • 75. Se davanti a grandi sofferenze per eventi tragici e luttuosi si addice maggiormente il silenzio, venga con forza annunciata la Parola di Dio, l'unica capace di consolare i cuori. Si colgano queste occasioni come momenti privilegiati di solidarietà, di condivisione e di evangelizzazione.
    • 76. Per quanto possibile, anche in occasione di conferenze, di semplici saluti, di incontri occasionali, si trovi spazio per qualche momento di spiritualità, fortemente illuminato dalla Parola di Dio.
  • Nuova Evangelizzazione e Nuova Catechesi
    • 77. Al "Nuovo Modello di Difesa" devono poter corrispondere, da parte della Chiesa Ordinariato Militare, una nuova evangelizzazione e una nuova catechesi. La fede cristiana infatti, perché possa radicarsi, ha bisogno di sviluppo e di nuove forme d'espressione capaci di assicurarne la continuità e, allo stesso tempo, di proporre in modo nuovo il messaggio della salvezza71. Perciò, "nuova evangelizzazione" non certo riguardo alla sostanza: non un Vangelo "nuovo", ma annuncio nuovo per linguaggio adatto agli uditori72, nuovo per espressione e comprensione; nuovo per metodi; nuovo perché inserito dignitosamente in spazi e tempi, secondo principi di integrazione e collaborazione, con criteri di compatibilità e di fiducia.
    • 78. L'azione catechetica della Chiesa è a vantaggio di ogni uomo e delle istituzioni: perciò, non deve essere imprigionata73 perché fa rinascere a vita nuova74; agisce come parola di pace75; dona redenzione e salvezza76; fa risplendere la vita di immortalità77; riveste l'uomo dell'armatura di Dio78 e della sua santità.
    • 79. Mentre la nostra società sta andando verso forme di servizio militare volontario, è necessario che i giovani vengano formati non solo professionalmente, ma anche spiritualmente, aiutandoli a scoprire che la loro vita è una vocazione al servizio.
    • 80. Bisogna cioè assicurare agli arruolati, insieme ad una degna sistemazione, anche la consapevolezza della dignità del loro servizio. Una preparazione etica e professionale è indispensabile a uomini che, anche se in maniera subordinata, devono sempre assumersi delle responsabilità personali.
    • 81. I Reparti, le Accademie, le Scuole e i vari Corsi di preparazione professionale, sono luoghi favorevoli per la formazione morale, nel pieno rispetto della libertà di coscienza e di religione.
  • Chiesa Ordinariato Militare: Chiesa Profetica
    • 82. La Chiesa Ordinariato Militare sente di compiere con carattere profetico la missione evangelizzatrice a lei affidata. Perciò, si impegna ad evangelizzare in profondità la cultura militare, partendo dalla persona, inserendola sempre in rapporti interpersonali e con Dio79.
    • 83. Avverte grave e urgente il problema di una rievangelizzazione e di una più profonda e matura educazione alla fede. Rispetta il senso religioso presente nella realtà italiana e militare, lo apprezza e utilizza come occasione e punto di partenza per l'annunzio della fede80.
    • 84. Nella fedeltà alla dottrina cattolica, in piena comunione con il Sommo Pontefice e con tutte le Chiese particolari, la Chiesa Ordinariato Militare afferma, per la sua missione evangelizzatrice, il proprio ruolo profetico e si propone a tutti come "presenza di pace", ripudiando la guerra come mezzo di soluzione dei conflitti, anche secondo il dettato della nostra Costituzione81.
    • 85. Afferma i presupposti ed i contenuti di pace: la verità, la libertà, la giustizia e la carità. Sente di non poter escludere, come ultima possibilità, il ricorso alla forza e di dover invocare l'ingerenza umanitaria per la difesa di un popolo, per la necessità di mantenere la pace tra i vari contendenti ed evitare stragi di popolazioni innocenti, di deboli, di oppressi.
    • 86. Come già nel passato, ancor maggiormente ora nella grazia di questo Sinodo, la Chiesa Ordinariato Militare compie la sua missione evangelizzatrice con totale condivisione di fatiche e di pericoli, fino alla testimonianza suprema del sangue.

1 Cfr. Mc. 1,14.

2 Cfr. Eb. 4,12.

3 Rm. 1,16.

4 At. 15,7.

5 Cfr. Rm. 1,1.

6 Cfr. 1 Ts. 2,4.

7 Cfr. Rm.1,9.

8 Cfr. 2 Cor. 10-13; Gal. 2,7.

9 Cfr. 1 Cor. 9,22.

10 Cfr. 1 Cor. 9,16.

11 Mt. 13, 1-23.

12 Lc. 10, 8-9.

13 Catechismo della Chiesa Cattolica, 2044.

14 Vaticano II, Apostolicam actuositatem, 6.

15 Legge 01/06/1961, n. 512, art. 1.

16 Cfr. Legge 11/07/1978, n. 382; Norme di principio sulla disciplina militare, art. 10.

17 Cfr. Regolamento di disciplina militare, art. 35.

18 Cfr. Gen. 3,15.

19 Eb. 1,1.

20 Cfr. Liturgia Romana, Preghiera Eucaristica II; Credo Niceno-Costantinopolitano.

21 Cfr. Gv. 1,1.

22 Cfr. Mc. 1,1; Cfr. G. Friedrich, Evangelo nel Nuovo Testamento, Brescia 1993.

23 Cfr. Lc. 2,10.

24 Cfr. Lc. 4,18-19.

25 Mc. 1,15.

26 Cfr. Mt. 12,28.

27 Cfr. Lc. 24,29; 36-40; Gv. 20, 19-29; 21,9-13.

28 Cfr. At. 3,14-ss.

29 Cfr. At. 13,32.

30 Cfr. Rm. 1,16.

31 Cfr. At. 2,38; 3,36; 10,43; 13,38; 17,30.

32 Cfr. At. 10,36.

33 Cfr. Ef. 3,8.

34 Cfr. Col. 1,6.

35 Cfr. 1 Cor. 15, 1-5.

36 Cfr. Ef. 1, 5-8.

37 Cfr. Ef. 1,10.

38 Cfr. Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, 14.

39 Cfr. Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Redemptoris missio, 21; Catechismo della Chiesa Cattolica, 852.

40 C.E.I., Orientamenti e itinerari di formazione dei catechisti, Roma 1991, 1.

41 Mc.16,15.

42 Vaticano II, Prebiterorum ordinis, 4.

43 Congregazione per il Clero, Direttorio per il ministero e la vita dei presbiteri, Roma 1994, 45.

44 Cfr. 1 Pt. 5, 4.

45 Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, 68.

46 Cfr. Vaticano II, Christus Dominus, 33-35; Ad gentes, 18, 40; Codex Iuris Canonici, 607; Catechismo della Chiesa Cattolica, 927.

47 C.E.I., Direttorio Catechistico Generale, Roma 1971, 475

48 Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, 24.

49 Cfr. Vaticano II, Lumen gentium, 35; Catechismo della Chiesa Cattolica, 905.

50 Cfr. J. Ratzinger, Dogma e predicazione, Brescia 1974, p. 53.

51 Cfr. Idem.

52 Cfr. Mc. 8, 35.

53 Cfr. 1 Cor. 8,23.

54 1 Tess. 1, 5.

55 Cfr. Mt. 8, 5.

56 Cfr. Mt. 27, 54.

57 At. 10, 3; Cfr. At. 10, 7.

58 Cfr. At. 10, 24; 27.

59 Giovanni Paolo II, Catechesi tradendae, 18.

60 Ibid., 14.

61 Idem 14; ivi cit.: Vaticano II, Dignitatis humanae, 2.

62 Sinodo dei Vescovi, Città del Vaticano 28.10.1977, 1.

63 Giovanni Paolo II, Catechesi tradendae, 30-34

64 Giovanni Paolo II, ibid., 22; ibid. cit.: Vaticano II, Presbyterorum ordinis, 6.

65 Cfr. C.E.I., Orientamenti e itinerari di formazione dei catechisti, Roma 1991, III, 1-3.

66 Cfr. Giovanni Paolo II, Redemptor hominis, 14.

67 Cfr. Idem.

68 Cfr. Gal. 4,19.

69 Cfr. Giovanni Paolo II, Catechesi tradendae, 48.

70 Cfr. S. Congregazione per i Vescovi, Ecclesiae Imago, 59.

71 Cfr. C.E.I., Direttorio catechistico generale, Roma 1971, 2.

72 Cfr. Ibid., 33-34.

73 Cfr. 2 Tm. 2, 9.

74 Cfr. 1 Pt. 1, 23.

75 Cfr. Ef. 2, 17.

76 Cfr. Ef. 1, 13.

77 Cfr. 2 Tm. 2, 10.

78 Cfr. Ef. 6, 10-17.

79 PAOLO VI, Evangelii nuntiandi, 20.

80 C.E.I., Direttorio catechistico generale, Roma 1971, 2.

81 Cfr. Costituzione della Repubblica Italiana, art. 11.